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Versilia

Il coordinatore di Sel lascia il partito: pensa solo alle poltrone

FORTE DEI MARMI. Dimissioni ai vertici di Sinistra ecologia e libertà. Lascia il coordinatore provinciale Francesco Chichi. Motivo: la distanza ormai incolmabile da un partito «che evidentemente è...

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FORTE DEI MARMI. Dimissioni ai vertici di Sinistra ecologia e libertà. Lascia il coordinatore provinciale Francesco Chichi. Motivo: la distanza ormai incolmabile da un partito «che evidentemente è ormai troppo lontano dalla mia sensibilità politica». Una decisione che ha a che fare anche con Forte deiMarmi e le posizioni assunte dai rappresentanti versiliesi di Sel.

«Quando alla fine di luglio - spiega Chichi - Osvaldo Tonini, nel commentare quanto stava accadendo in merito all’installazione della rete sotto il Pontile, pronosticò che alla fine Sel e i suoi assessori non avrebbero fatto niente fu troppo facile profeta. Troppo facile perché è ormai da tempo che a Forte dei Marmi Sel si è indistricabilmente legata all'amministrazione Buratti, sposandone tutte le iniziative, anche quando assolutamente estranee allo spirito della sinistra (come le ronde dei vigilantes sul pontile lo scorso anno o la scelta di assegnare i servizi di ristorazione della spiaggia comunale di Levante privilegiando solo l'utile economico senza tutelare chi della spiaggia comunale era utente) o semplicemente incomprensibili (vedi l'acquisto della Abc o il nuovo balzello dei varchi elettronici). Ma quello che forse neanche Tonini avrebbe potuto immaginare era che anche stavolta questo atteggiamento avrebbe finito per essere sistematicamente avallato dagli organi provinciali e regionali del partito, che dopo una partecipazione di facciata alla manifestazione del 4 agosto hanno deliberatamente coperto una situazione che ormai ha assunto i toni di una farsa, con il circolo che si dissocia pubblicamente dalla linea di Sel sconfessandone l'operato, gli assessori che negano pubblicamente di avere la tessera e si dissociano pubblicamente dalle scelte partito, e la legittima domanda di quale sia il rapporto di Sel con la giunta Buratti ancora senza risposta. Comportamenti che se da un lato vengono biasimati, dall'altro vengono comunque accettati, con una logica gesuitica per cui si condanna il peccato ma non il peccatore».

Da qui, ricordando anche il dimezzamento degli iscritti rispetto al 2012, il commento conclusivo: «Il partito finisce sempre più spesso per sacrificare a qualche carica politica la coerenza ai suoi principi ispiratori. Inevitabile per me lasciare il partito».

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