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Versilia

Tribunale, gli spazi a Lucca sono adeguati

Tribunale, gli spazi a Lucca sono adeguati

Fumata nera per l’incontro tra Ordine degli avvocati, Camera penale e presidente Mormino

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VIAREGGIO. Il presidente del Tribunale, pur se in aspettativa straordinaria, era al proprio posto ieri mattina per incontrare il presidente dell’Ordine degli avvocati, Alessandro Garibotti, ed il presidente della Camera penale, Riccardo Carloni. Oggetto del confronto, l’ormai imminente chiusura della sezione distaccata di Viareggio, per la cui sopravvivenza il presidente Francesco Mormino non ha mai richiesto la proroga al ministero. E mai la chiederà. Mormino ha infatti illustrato la situazione ai due avvocati: tutto è pronto affinché i locali del Tribunale di Lucca accolgano anche le cause che fino ad oggi venivano discusse a Viareggio, nell’edificio voluto dal senatore Barsacchi, e di proprietà del Comune.

Non ci sono ostacoli per il presidente Mormino - così ha riferito l’avvocato Carloni - a che dopo il 13 settembre la sezione distaccata di Viareggio chiuda definitivamente i battenti. Evidentemente è stato superato anche il problema della collocazione di alcuni mobili per i quali Mormino aveva chiesto al sindaco Betti spazio all’interno della sezione distaccata. Betti aveva risposto che se ne sarebbe potuto parlare se Mormino avesse fatto un passo con il ministro nel senso del mantenimento della sezione distaccata.

Un passo che Mormino ha dichiarato ieri di non avere nessuna intenzione di fare. Viareggio vive dunque una situazione analoga a quella che si è verificata a Nicosia. Dove il presidente del Tribunale di Enna, Giuseppe Ferreri non chiederà al ministero della giustizia alcuna proroga per l'accorpamento, previsto a far data dal 14 settembre dal decreto di riordino della geografia giudiziaria. Il magistrato lo ha ribadito ieri mattina nel corso di un incontro con i rappresentanti di sindaci, comitati cittadini, associazioni, avvocatura e deputati del territorio che si oppongono alla chiusura del Tribunale di Nicosia. In questo caso è stato deciso che il responsabile per la sicurezza, nominato ieri dal Procuratore capo di Enna Calogero Ferrotti, effettuerà un sopralluogo e stilerà una relazione che verrà trasmessa dal presidente del Tribunale al ministero al quale sarà rimessa la decisione su una eventuale proroga.

Ma a Lucca non sembrano esservi problemi analoghi, stando a quanto ha dichiarato il presidente Mormino. Non resta, dunque, che tornare in Parlamento. Chiedendo conto delle scelte fatte nel “salvare” alcune sezioni ed altre no, senza l’utilizzo di criteri univoci. A meno che tali non possano essere considerati la maggiore o minore forze dei rapporti intrecciati con Roma dai singoli Tribunali d’Italia.

Donatella Francesconi

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