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«Subito il confronto pubblico» L’avvocato Frati apre le danze

«Subito il confronto pubblico» L’avvocato Frati apre le danze

VIAREGGIO. L’estate è agli sgoccioli, l’economia si guarda intorno tra stagione e ripresa dell’attività, l’amministrazione del sindaco Betti compie, tra pochi giorni, i tre mesi dall’insediamento....

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VIAREGGIO. L’estate è agli sgoccioli, l’economia si guarda intorno tra stagione e ripresa dell’attività, l’amministrazione del sindaco Betti compie, tra pochi giorni, i tre mesi dall’insediamento. Sul tavolo, tra i temi più scottanti, quello dell’urbanistica Ad aprire le “danze” della discussione è l’avvocato Francesco Frati. Con una lunga riflessione che qui riassumiamo.

«Trascorsi oltre due mesi dall'insediamento, le scelte di politica urbanistica dell'amministrazione Betti rimangono, ancora, del tutto imprecisate. Nelle linee programmatiche del sindaco illustrate al consiglio l’11 luglio sono dedicate ai temi dell'urbanistica 15 righe, in cui vengono richiamati in modo disordinato tre tipi di piano, senza indicare, appunto, ordini di priorità, contenuti, tempistiche, raccordi».

Dopo quella data, il 19 agosto, “il Tirreno” dette la notizia che il primo cittadino propendeva per un nuovo Piano strutturale, prima di mettere mano al nuovo e atteso Regolamento urbanistico. Dalla cui mancanza deriva la conseguenza che «le trasformazioni territoriali sono tuttora regolate dai vecchi strumenti di pianificazione, generali, parziali e di dettaglio, che si sono succeduti nel corso del tempo, talvolta sovrapponendosi e, per questo, producendo un quadro normativo poco chiaro (ad esempio nel caso della disciplina relativa alle zone agricole), tanto da rendere non poco problematica l'individuazione della normativa applicabile ai casi concreti».

Il mancato completamento del percorso di pianificazione «ha determinato - continua Frati - il blocco totale della nuova edificazione, con interventi limitati al patrimonio edilizio esistente. Non è possibile, in questo momento (ma già dal 2007), progettare e attivare interventi strategici per la città».

Tutto ciò detto,«la scelta più naturale e sensata da compiere sembrerebbe quella di predisporre il Regolamento urbanistico, allineando così ai modelli regionali le pratiche e il linguaggio (ormai penetrati in tutti i comuni della Versilia, con la sola eccezione di Viareggio) dell'urbanistica locale. L'eventuale, contrario, indirizzo di riscrivere ab ovo il Piano strutturale - è la tesi di Frati - dovrebbe essere giustificato da ragioni di interesse generale particolarmente pregnanti e serie. Tenendo conto che lo stesso implicherebbe un impiego aggiuntivo di risorse, umane ed economiche, e un notevole allungamento dei termini per arrivare a poter usufruire, da parte dei cittadini, dei benefici che potranno derivare da una "messa a regime" del sistema della pianificazione comunale».

Ma Frati guarda lungo, ad un “discorso” sull'urbanistica concepito come «componente principale delle politiche pubbliche dirette ad affrontare e misurarsi col tema della crisi di identità della città, della perdita di identità e valore dei suoi spazi e luoghi, e con la costruzione di un progetto rivolto all'avvenire».

Per cui, «se questo dovesse essere l'"orizzonte di senso" entro il quale collocare, oggi, in questo preciso momento storico, le politiche dell'urbanistica» sarebbe necessario «un dibattito pubblico, strutturato e organizzato, articolato in una pluralità di momenti, al quale siano sollecitate a partecipare tutte le componenti della comunità. In quest'ottica - conclude Francesco Frati - spetterebbe alla nuova amministrazione esporre prima possibile, con chiarezza, in modo esaustivo, le proprie idee forti, dando inizio al confronto».

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