Il Tirreno

Versilia

L’Inps denuncia chi finge di non aver avuto i soldi

di Matteo Tuccini
L’Inps denuncia chi finge di non aver avuto i soldi

Valanga di richieste per assegni di disoccupazione che non sarebbero arrivati Ma in molti casi si tratta di una bugia. E così scatta la segnalazione alla Procura

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VIAREGGIO. Scattano le denunce dell’Inps nei confronti di chi chiede mensilità arretrate per disoccupazione, assegni familiari e altro, in realtà già regolarmente incassate. A rivelarlo è lo stesso istituto in una comunicazione agli utenti appesa negli uffici di via Garibaldi.

Negli ultimi mesi, infatti, in tanti si sono presentati agli sportelli chiedendo di riavere indietro delle mensilità a loro dire non percepite. In particolare, si tratta di assegni di disoccupazione, ma ci sono anche altri tipo di assegni previdenziali come quelli familiari. Il cui versamento - sempre secondo gli utenti - avrebbe avuto delle “interruzioni” nel corso degli anni. La richiesta può riguardare una singola mensilità, o anche di più, ed essere riferita persino a diversi anni fa.

Ebbene, i controlli su tutte queste richieste - eseguiti dall’Inps di Viareggio incrociando i dati con il sistema centrale di Roma - evidenziano che nella stragrande maggioranza dei casi non esiste alcun arretrato da dover rimborsare. E dato che l’utente, al momento della richiesta, ha firmato una dichiarazione in cui viene chiamato a rispondere dal punto di vista penale di eventuali affermazioni false, l’Inps apre una specie di indagine sul caso. Se non emergono elementi in grado di far supporre la buona fede della persona che ha fatto la richiesta, parte la segnalazione alla Procura della Repubblica. Che in caso di apertura di un fascicolo, può accusare l’interessato di tentata truffa allo Stato e falso.

Ma quanti si presentano agli sportelli dell’Inps per avere degli arretrati? Gli uffici di via Garibaldi mantengono la bocca cucita e non forniscono dati. Eppure sembra che in provincia di Lucca quasi tutti i controlli, che ovviamente scattano subito dopo la richiesta di rimborso, avvengano in Versilia. Ed è altrettanto curioso pensare che - secondo quanto si è potuto apprendere - si tratta di richieste che non hanno fondamento. E allora perché vengono presentate? Difficile dirlo. L’ipotesi è che qualcuno ritiene davvero di non aver ricevuto l’assegno, mentre qualcun altro prova a farsi dare del denaro in più. Sperando che l’Inps non abbia tempo né voglia di mettere nei guai l’eventuale truffatore.

A quanto pare, però, si tratta di una previsione sbagliata. Anche perché spesso chi fa il furbo è anche sfacciato: si presenta più volte a distanza di mesi, sperando che l’operatore di fronte sia diverso o non sia in grado di risalire a lui. E così un tentativo si fa comunque. Ma pare proprio - a giudicare dal cartello - che un comportamento simile non passerà inosservato. Alla Procura il compito di verificare l’eventuale tentativo di truffa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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