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Lista d’attesa di 453 giorni? Per l’Asl è tutto regolare

Lista d’attesa di 453 giorni? Per l’Asl è tutto regolare

«Per le visite di controllo è normale una verifica entro i diciotto mesi» Altri due pazienti protestano per gli appuntamenti a giugno e dicembre 2014

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LIDO DI CAMAIORE. Oltre 450 giorni di attesa per una visita alla tiroide? Dov’è il problema? Per l’Asl - come spiega in una nota diffusa ieri dall’ufficio della direzione generale - non c’è. Perché se si tratta - come nel caso denunciato attraverso il nostro giornale dal signor Roberto Andreotti - di una visita di controllo successiva ad un inquadramento diagnostico già concluso, che quindi ha definito il caso ed eventualmente già impostato una prima terapia, attendere da 12 a 18 mesi è normale.

In questo caso, sottolinea la nota, «si tratta di seguire nel tempo la patologia e di verificarne la stabilizzazione, indipendentemente dal tempo trascorso rispetto al primo accesso. Per tale motivo, sulla visita di controllo, non è previsto alcuno tempo di attesa. In queste situazioni, infatti, lo specialista che ha in carico il paziente definisce l'intervallo di tempo utile per il controllo e si rende disponibile, nel caso in cui la situazione clinica si modifichi, a rivedere il paziente direttamente, nell'ambito di spazi ambulatoriali previsti per la visita di quei casi, inviati dai medici di famiglia, che richiedono una verifica prima del tempo stabilito per il follow-up. Follow-up che, in genere, varia tra un anno e diciotto mesi. Perciò 453 giorni non devono essere motivo di allarme per gli utenti o preoccupazione per il paziente».

Evidentemente i pazienti che restano impressionati dai tempi di attesa così lunghi o non vengono adeguatamente informati dai loro medici al momento della prenotazione della visita o non hanno un livello di pazienza adeguato agli standard dell’Asl 12. Fatto sta che molti decidono di non restare mesi e mesi alle prese con dubbi, ansie e paure e finiscono per anticipare la visita ricorrendo al privato e pagando caro. Come ha fatto il signor Andreotti e come fanno moltissimi altri (ieri è successo alla signora Franca Iodice di Viareggio che, vedendosi fissare una visita senologica al giugno 2014 ha deciso di andare a pagamento).

Ma c’è anche chi non può spendere 150 euro per una visita. È il caso del signor Alessandro Caniparoli, anche lui di Viareggio, che venerdì scorso si è visto fissare una visita endocrinologica al 3 dicembre 2014 (un record). «Sono diabetico, ho un quadro clinico complicato, sono preoccupato per la mia salute ma io alternative non ne ho: vivo della mia pensione e una visita privata non me la posso permettere. Attenderò 460 giorni, se sarò ancora vivo».(l.m.)

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