Baldacchini ai sindacati «Io duro? No, sincero»
VIAREGGIO. Brunero Baldacchini, direttore generale dell’Asl, non ha gradito l’attacco dei sindacati dopo le sue parole sulla vicenda del defibrillatore. E in particolare sulle responsabilità di...
VIAREGGIO. Brunero Baldacchini, direttore generale dell’Asl, non ha gradito l’attacco dei sindacati dopo le sue parole sulla vicenda del defibrillatore. E in particolare sulle responsabilità di medico e infermiere coinvolti nel tragico soccorso, conclusosi con la morte del paziente 57enne. «La dolorosa vicenda balzata, purtroppo, alla cronaca - scrive Baldacchini - oltre ad aver trascinato nel dolore una famiglia della Versilia, ha chiamato ad una dura prova il personale del 118, il personale delle associazioni del volontariato ed anche, permettetemi, la direzione aziendale dell’Asl 12 di Viareggio. Ebbene, in questo percorso difficile per tanti motivi, leggo su un giornale di una nota - mai ricevuta, almeno sino ad oggi, ma già in possesso della stampa - inviata dalle organizzazioni aziendali nella quale, tra l’altro, si dice che: “Le mie dichiarazioni sono apparse affrettate ed indelicate”; si collega la vicenda alla carenza di personale e si asserisce che avrebbero “preferito che il nostro direttore generale si fosse espresso come uno di noi, sentendosi parte di questa azienda”».
«Ebbene, io mi sono sempre sentito parte di questa azienda ed oggi ancor di più proprio per il percorso svolto in questi ultimi giorni, sono particolarmente vicino agli operatori tutti, non mi nascondo mai dietro qualche cosa o qualche scusa (esempio la carenza del personale) e men che mai lo faccio oggi. Da sempre pratico la massima trasparenza nei miei atti e sento il dovere di trasferire ai cittadini della Versilia la più completa informazione sulle vicende che riguardano la sanità. Pertanto se un errore è stato fatto, e se da tale errore può derivare un danno alla salute, io ho l’obbligo di dirlo, anche pubblicamente. Stiano certi i sindacalisti che lo farò anche qualora l'errore derivasse direttamente da me. D’altra parte io personalmente sento il peso di tale errore anche se compiuto da un dipendente, proprio perché devo rispondere dell’azienda che dirigo».
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