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L’ira dei dipendenti Asl «Scaricati dal direttore»
Malumore dopo le parole di Baldacchini sulla vicenda del defibrillatore I sindacati: ha già deciso chi è colpevole, ma a capo di questa azienda c’è lui
VIAREGGIO. Non ci stanno al tiro al bersaglio, le donne e gli uomini della centrale del 118. E in generale i medici e gli infermieri dell’ospedale Versilia. Oltre al dolore per la morte di un paziente, Marco Mattei, 57 anni, avvenuta durante i soccorsi nella sua abitazione di Monti di Ripa per una serie di errori - in primis la mancanza del defibrillatore sull’automedica - ieri c’era rabbia per gli attacchi esterni, in particolare gli insulti via Internet al personale sanitario. Ma anche interni.
Non sono piaciute, infatti, le parole del direttore generale dell’Asl Brunero Baldacchini. Che in una nota molto dura aveva parlato di «errore grave», di «mancato rispetto delle procedure» e di una responsabilità diretta dell’infermiere che doveva eseguire il controllo delle attrezzature. Baldacchini, inoltre, aveva spiegato che avrebbe assunto subito dei provvedimenti, che in effetti sono stati presi con la sospensione dei due colleghi coinvolti nella tragedia. E cioè il medico e l’infermiere dell’automedica di Querceta, che ora rischiano anche il posto. «Passi per gli insulti su Facebook - si diceva ieri in ospedale - ma che la nostra direzione debba metterci all’indice, con le condanne già definite, proprio non va. Come se chi sta a Villa Pergher fosse esterno all’azienda, invece che a capo».
Anche perché, affermano i sindacati, le condizioni in cui si lavora - non solo nel 118 - sono sempre più al limite. Secondo i rappresentanti dei lavoratori l’organico nella centrale operativa Versilia soccorso sarebbe sotto di tre unità. E i carichi di lavoro diventano sempre più difficili da sopportare per chi opera in condizioni di stress continuo.
«La disgrazia avvenuta giovedì mattina, che ha visto coinvolti gli operatori del 118 - si legge in una nota dei sindacati Cgil, Cisl e Uil - ha profondamente colpito noi tutti e vogliamo porgere il nostro cordoglio ai parenti del signor Mattei. Vorremmo però esprimere anche tutta la nostra solidarietà al medico e all’infermiere che hanno vissuto questa tragica vicenda. Solidarietà anche a tutto il personale del 118, che si trova sempre in prima fila nelle situazioni più difficili, se non tragiche (la mente riporta al 2009). È giusto cercare la verità dei fatti, ma alcune dichiarazioni ci sono sembrate un po’ affrettate e indelicate nei confronti dei colleghi, visto che le indagini sono solo all’inizio e le concause tra errore umano ed evento sono ancora da accertare».
«Vogliamo ricordare che il nostro 118, fra i più all’avanguardia della Toscana - prosegue la nota - ha tutti i requisiti per diventare la centrale operativa di area vasta e non vorremmo che questa vicenda possa gettare delle ombre sulla sua efficienza. Auspichiamo che l’emozione del momento non faccia tralasciare le valutazioni tecniche che designano la Versilia come uno dei siti più idonei».
«Si tratta di una vicenda umana che vede una famiglia nel dolore per la scomparsa di un suo caro e altre due famiglie che dovranno supportare chi ha sempre lavorato con onestà, impegno e dedizione. Non vuole essere una scusa o una giustificazione, ma anche il 118 ha carenza di personale e, come tutti, deve sempre sostenere ritmi frenetici e carichi di lavoro molto pesanti. Anche noi pensiamo che ci debba essere chiarezza e verità - conclude la nota - ma avremmo preferito che il nostro direttore generale si fosse espresso come “uno di noi”, sentendosi parte di questa azienda».
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