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Viaggio al ministero in cerca di salvezza

Viaggio al ministero in cerca di salvezza

Polo nautico e sindacati si incontrano il 9 settembre. Cima: servono nuovi ammortizzatori sociali

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VIAREGGIO. Un incontro tra Polo nautico sindacati il 9 settembre e poi, questa è la speranza, un viaggio a Roma, fino al ministero: «Per chiedere tutti insieme forme di sostegno al settore della nautica». A spiegarlo è Riccardo Cima, amministratore unico di Polo nautico, azienda consortile nata dalla ceneri dell’ex Sec. «La speranza - continua Cima - è che con sindacato e imprese partecipi al viaggio anche l’amministrazione comunale». Portando a Roma le ragioni delle nautica, di un comparto che segna il passo ormai da troppi anni, dove non si vedono quei segni di ripresa attesi. Servono - è l’opinione di Cima - «ammortizzatori sociali innovativi. Altrimenti, il rischio, è di finire entro tre anni come la siderurgia...».

Scenario drammatico, non molto diverso da quello tracciato al “Tirreno” - poco prima di Ferragosto - dal segretario provinciale della Fiom-Cgil, Lamberto Pocai. Scenario sotto gli occhi di tutti, in Darsena. Dove molti cantieri non hanno riaperto i battenti questa settimana, ma hanno atteso i primi di settembre. Quando i nodi verranno al pettine. Primo tra tutti quello del che fare del contratto di solidarietà avviato nell’aprile scorso in casa Perini, per la durata di un anno.

Mai come quest’anno - così racconta la Darsena - la partecipazione ai saloni che contano in giro per il mondo è densa di speranze. Perché i segnali di inizio ferie hanno alimentato le preoccupazioni. Tanto che Lamberto Pocai annunciava la cassaintegrazione in imprese dell’indotto Azimut colpite dalla crisi del colosso in quel di Livorno. Dove Azimut ha dovuto fare i conti, in questi mesi, con i due incendi che hanno distrutto imbarcazioni di grande valore dai lavori appena terminati.

Se non bastasse il quadro fosco per quanto riguarda tutto ciò che è costruzione di imbarcazioni, ci si aggiunge quanto sta accadendo sul fronte delle attività sulle quali la Darsena viareggina punta le proprie speranze: rimessaggio e refitting. Qui le cattive notizie arrivano dall’area dei Navicelli (Pisa) dove hanno sede i capannoni di molti grandi nomi della nautica che conta nel mondo e a Viareggio. La crisi si è fatta sentire anche qui. Qualche capannone è passato di mano e qualcuno ha “fiutato” l’affare. Così il rimessaggio diventa businness, specialmente se i prezzi sono la metà di quelli offerti dalla piazza viareggina. Che si ritrova a fare i conti, in tutti i sensi.

Tra le partite che si vanno a riaprire in questa ripresa che porta dritti allo sprint di fine anno, quella delle concessioni. A cominciare da quelle che Polo nautico vuole dividere. La parola spetta al comitato della Autorità portuale, il cui segretario Fabrizio Morelli sta cercando in questi giorni la quadratura del cerchio.

Donatella Francesconi

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