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Salute del mare a rischio per il Fosso dell’Abate

Salute del mare a rischio per il Fosso dell’Abate

LIDO. Il grande malato della Versilia? A quanto pare è il fosso dell’Abate. Ma la sua malattia - che si chiama inquinamento - rischia di compromettere la qualità delle acque del mare. Nel mirino gli...

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LIDO. Il grande malato della Versilia? A quanto pare è il fosso dell’Abate. Ma la sua malattia - che si chiama inquinamento - rischia di compromettere la qualità delle acque del mare. Nel mirino gli scarichi abusivi che arrivano soprattutto da zone come via del Fortino a Lido, Città Giardino e via Fratti a Viareggio: i sindaci Del Dotto e Betti sono già al lavoro per trovare una soluzione al più presto. Inviate anche 50 lettere agli albergatori lidesi per chiedere di verificare - dopo la fine della stagione - le situazioni degli scarichi.

A segnalare i problemi del fosso che divide Lido da Viareggio e sfocia in mare è uno studio dell’Arpat. «In assenza di azioni risolutive per la rimozione delle cause della scarsa qualità delle acque - si legge nelle parole finali del documento - i superamenti dei limiti per l’inquinamento si ripresenteranno con elevata probabilità, soprattutto in caso di piogge». La conseguenza principale? A parte i pericoli per l salute, ci sono gli stop alla balneazione che rischiano di danneggiare l’immagine di tutta la Versilia.

Naturalmente lo studio dell’Arpat prende in considerazione lo stato di salute - certo non buono - di tutti gli altri fossi della Versilia. Ma a risaltare sono soprattutto i numeri legati al fosso dell’Abate con 19 sforamenti - per la presenza di Coliformi fecali ed Escherichia Coli - segnalati tra il 2000 e il 2012. Da ricordare anche lo stop alla balneazione deciso a inizio estate ( e ritirato dopo 48 ore), sempre per l’inquinamento nel fosso dell’Abate che ha portato al superamento dei limiti per la presenza di batteri fecali.

L’indagine dell’Arpat dimostra che i problemi sono tutti concentrati nel tratto a mare dell’Aurelia, nella parte terminale del fosso. In particolare, secondo i tecnici Arpat, a provocare l’inquinamento sono le acque bianche provenienti dagli agglomerati urbani di Viareggio e Lido e contaminati con «reflui di origine domestica» dovuti ad allacci non a norma e scaricatori di piena.

Nelle vasche di tutte le idrovore che scaricano nella zona del fosso dell’Abate per l’Arpat c’è un accumulo di effluenti fognari di origine domestica che possono contaminare il fosso. A peggiorare le cose sono le piogge.

Il punto più contaminato pare essere l’idrovora di via del Fortino che è a servizio della raccolta acque bianche di Lido. Ma anche il lato viareggino ha notevoli problemi, vista la mancanza di scarichi fognari adeguati in parte della città.

Intanto i comuni di Viareggio e Camaiore continuano le loro indagini per scoprire allacci abusivi e irregolarità. Ma non sempre facile individuare i “furbetti” . Chi non è a norma rischia multe salatissime.

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