Il presidio
Il tribunale? Fuori dall’elenco dei “salvati”
Granaiola (Pd) all’attacco: chi poteva fare richiesta per la proroga non ha voluto farla
VIAREGGIO. C’è chi è salito sul tetto del tribunale - è successo ieri in provincia di Cosenza - per scongiurarne la chiusura. Chissà se anche gli avvocati versiliesi , che nelle settimane scorse avevano annunciato clamorose proteste in caso di chiusura del distaccamento di Viareggio, arriveranno a tanto. Intanto arriva l’ufficialità: Viareggio (per ora) non figura nell’elenco dei tribunali salvati. I cittadini versiliesi, a meno di un intervento risolutivo del Governo, a partire da metà settembre dovranno prepararsi ad andare a Lucca se hanno bisogno della giustizia, di un giudice di pace o se hanno da discutere una causa per un affitto non pagato.
Il motivo? Il tribunale di Lucca non ha chiesto alcuna proroga al contrario di quello che è stato fatto, con successo, in luoghi come Terracina o Moncalieri (per la cronaca, in quest’ultima sede lavora un unico giudice).
La speranza, ora, è che il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri ascolti le richieste del Parlamento che ha già votato all’unanimità per chiedere cambiamenti nella legge (e una proroga per almeno un anno). Ieri la Cancellieri ha detto che non chiuderà sedi di tribunali in zone ad alta densità criminale. Al momento non è dato sapere se la Versilia può rientrare in questi criteri.
Sulla vicenda interviene con fermezza la senatrice del Pd Manuela Granaiola. «La sezione distaccata del Tribunale di Viareggio - sottolinea la parlamentare versiliese - non ha ottenuto alcuna proroga, in quanto il presidente del Tribunale di Lucca, unico deputato a farlo (si riferisce al giudice Francesco Mormino ndr), non ne ha fatto richiesta, così come previsto dall’articolo 8 della legge di riforma della geografia giudiziaria. Nonostante le richieste dei sindaci della Versilia e dell'ordine degli avvocati e della popolazione è mancato il presupposto più semplice e più giusto: bastava che chi era deputato a fare la richiesta la facesse». La Granaiola chiede di effettuare tutte le verifiche necessarie «affinché siano rispettate tutte le norme di sicurezza sul lavoro e di rispetto delle belle arti del tribunale accorpante, nonché quanto sarà il costo finale dell'operazione di ristrutturazione e quale sarà il miglioramento in termini di efficienza dopo l'accorpamento». (g.d.)
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