Il Tirreno

Versilia

I gioielli del lungomare offerti gratis ai Comuni

di Matteo Tuccini
I gioielli del lungomare offerti gratis ai Comuni

Dal 1º settembre l’Agenzia del Demanio valuterà le richieste per gli immobili di sua proprietà. In palio chicche come il Principe di Piemonte e la Capannina

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Parte lo shopping più clamoroso della storia della Versilia. Un’imperdibile collezione di gioielli del lungomare - si va dal centro congressi con bagno del Principe di Piemonte di Viareggio alla storica discoteca Capannina di Forte - “rischia” di passare di mano: dalla proprietà dello Stato potrebbe passare a quella dei Comuni. Tra l’altro, senza alcuna spesa di denaro pubblico. E con un sicuro vantaggio economico per le amministrazioni locali. Che potranno affittare gli immobili, o cederli a loro volta ai privati.

Una prospettiva, quest’ultima, che già ingolosisce molti imprenditori, tra cui i balneari titolari delle attività commerciali (vedi articolo a fianco). Che si dicono pronti, nel caso, a investire denaro fresco.

La novità. Dal 1º settembre fino al 30 novembre l’Agenzia del Demanio valuterà le richieste di acquisizione fatte dalle amministrazioni comunali (e da Province e Regioni) per gli immobili di sua proprietà. Acquisti che saranno, spiega una nota del Demanio, «a titolo non oneroso»: gratis. A stabilirlo è l’articolo 56 bis del cosiddetto “Decreto del Fare”, che ha dato il via a numerosi provvedimenti per stimolare l’economia nazionale. La procedura, tra l’altro, è piuttosto semplice ed è spiegata anche sul sito web dell’Agenzia. Il Comune fa richiesta con un modulo, il Demanio si prende due mesi di tempo per rispondere e per porre eventuali obiezioni: se non ci sono, si procede con il passaggio di proprietà.

Affitti e vendite. L’obiettivo della norma è realizzare il federalismo demaniale, e garantire risorse importanti ai Comuni. Che potranno decidere se e come utilizzare l’immobile per risisistemare i propri bilanci. È consentita anche l’alienazione, cioè la cessione in parte o in toto della proprietà: un modo per fare cassa in tempi difficili, anche se il mercato è quello che è. In caso di vendita, il 75% dei proventi va alle casse comunali e il 25% a quelle statali.

I beni in palio. Nel caso della Versilia, in palio ci sono delle chicche. Un vero e proprio tesoretto che, se ben sfruttato, potrebbe rilanciare l’intera economia del territorio. Si pensi a locali leggendari come la Bussola di Focette e la Capannina di Forte dei Marmi, “incamerati” da tempo, cioè di proprietà dello Stato. A Viareggio si spazia, invece, dal Centro congressi del Principino al teatro Politeama. Il primo, in particolare, è già in parte di proprietà comunale e quindi rappresenta un’occasione d’oro: se l’ente di piazza Nieri e Paolini lo acquisisce in pieno, può trarne risorse importanti in un momento così delicato sul piano finanziario. Sull’argomento abbiamo interpellato il dirigente comunale Angelo Bertolucci, che però ha chiesto tempo per poter studiare la norma. Infatti, come spiega il sindaco di Forte dei Marmi Umberto Buratti nel box a fianco, serve un chiarimento sullo status di questi beni. Va capito, insomma, se il Demanio considera gli immobili costruiti su terreni marittimi parte del proprio patrimonio disponibile, e quindi può cederli alle amministrazioni locali; oppure se li ritiene “indisponibili” e perciò non cedibili. Una distinzione tecnica, che però secondo i Comuni può essere ampiamente superata. Detto questo, è chiaro che per gli eventuali affittuari o gestori delle attività il cambiamento sarebbe relativo: anziché pagare l’affitto allo Stato lo pagherebbero al Comune. A patto che quest’ultimo non decida per la vendita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web