Il presidio
In migliaia al tuffo contro le aste
Anche l’assessore Scaletti in spiaggia per difendere le imprese balneari
VIAREGGIO. Come da programma, alle 17,30 di ieri è andato in scena su tutta la costa toscana, da Marina di Carrara a Grossetto, il tuffo collettivo per dire no alle aste dei bagni. Una manifestazione nata qualche anno fa contro la direttiva Bolkentein che, quest’anno, è stata associata alle iniziative della festa Arcobaleno della Regione.
Al tuffo anti aste in Versilia ha partecipato anche l’assessore regionale al turismo, Cristina Scaletti. Aa Viareggio si è tuffata prima al Principe di Piemonte e poi in Darsena, dove l’ha imitata anche la senatrice Manuela Granaiola.
All’iniziativa hanno aderito oltre naturalmente gli stabilimenti balneari anche commercianti e albergatori.
Due aerei partiti da Marina di Carrara hanno accompagnato nel pomeriggio la “ola” di tutti i bagnanti che hanno voluto prendere parte a questo mega tuffo collettivo in mare lungo 600 chilometri tra gioia e riflessioni.
Al bagno Nettuno, il “patron”, Graziano Giannessi ha sventolato la bandiera nera da pirata con la scritta “No alle Aste” in riva al mare, dove sulle note di musica brasiliana si è anche ballato.
Non sono mancati su tutte le spiagge gli striscioni e i cartelli in cui gli operatori del settore hanno voluto richiamare ancora una volta l’attenzione del Governo e le istituzioni ai problemi legati alle concessioni demaniali cercando anche in questo pomeriggio di festa, come era avvenuto nelle occasioni dei Mega tuffi precedenti, di ribadire fortemente la necessità di dare garanzie agli imprenditori del settore.
A Lido di Camaiore è apparso un mega striscione, lungo cinquanta metri, per ribadire la posizione dei titolari degli stabilimenti che, appena conclusa la stagione estiva, tornaranno alla carica con le loro richieste. «Il primo appuntamento - afferma Emiliano Favilla del Comitato anti aste - è a Rimini, a ottobre. La proroga delle concessioni fino al 2020 non ci absta: vogliamo maggiori garanzie per le nostre imprese».
Ogni stabilimento balneare ha poi dato vita a feste con musica, grigliate, cocomerate, brindisi e c’è chi ha addirittura fatto le cose in grande con fuochi di artificio.
Roy Lepore
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
