Il Tirreno

Versilia

Traversata da Lido a Livorno

Traversata da Lido a Livorno

Due surfisti hanno viaggiato in mare di notte per chiedere spazi per il loro sport

2 MINUTI DI LETTURA





LIDO. Dieci ore in mare, pagaiando per quaranta chilometri, da Lido di Camaiore al porto di Livorno. Luca Palla e Francesco Tomei - titolare del negozio per surfisti Inside di Lido - hanno tentato e sono riusciti nell'impresa che in maniera del tutto spontanea avevano intrapreso, da soli, senza barche di soccorso al seguito e in notturna. E ora lanciano il loro messaggio al sindaco Del Dotto e all'assessore Carrai: «Speriamo di aver dimostrato che a Lido di Camaiore c'è bisogno di spazi per il surf». Sono partiti giovedì sera, al tramonto, Luca Palla, 38 anni, e il suo socio, il ventiduenne Francesco Tomei. A bordo di due tavole da Sup, armati di pagaia, muta, telefono cellulare e lampade a led fissate sulla fronte. Da soli hanno navigato per 10 ore ed oltre 40 chilometri, arrivando a Livorno ieri mattina alle 6 circa. «Di notte, da soli - racconta Luca - il mare fa un effetto quasi magico. Gran parte del viaggio l'abbiamo passato in silenzio, ad osservare ed ascoltare il mare. Attratti dalla scia di luce che ci portavamo dietro, ci hanno fatto compagnia durante il viaggio una razza e una testuggine». Il viaggio è stato duro, ma tutto è filato liscio. Dopo 10 ore l'arrivo davanti porto di Livorno. «Abbiamo cercato di superare anche quello. Ma le correnti erano forti. Poi quando ci siamo trovati davanti un imbarcazione enorme, che sembrava una città galleggiante, abbiamo capito che forse era il momento di fermarci», scherza Luca Palla. Ad attenderli, in porto a Livorno, alcuni loro amici, con un furgone che ha riportato i due ragazzi in Versilia. Luca e Francesco approfittano di questa loro impresa per lanciare un messaggio. Da anni infatti cercano di ottenere un piccolo spazio sulla spiaggia di Lido, per poter svolgere le loro attività tra lo sportivo e l'educativo. «Speriamo di cuore - dice Luca - che questa impresa apra gli occhi anche a chi governa Lido di Camaiore, dove da diversi anni noi con la nostra associazione stiamo cercando di avere un punto fisso sulla spiaggia da cui far nascere tante altre iniziative come questa, e dove condividere con tutti i nostri soci la stessa passione per il mare e le suo onde. Oramai il surf è una realtà e qualcuno deve prendere in considerazione: siamo in tanti ed abbiamo bisogno di un nostro spazio, in tanti altri posti d'Italia lo hanno già capito. È davvero assurdo che noi abbiamo aperto scuole di surf a l'estero come a Capo Verde ed in Srilanka, che veniamo chiamati in tutta Italia per organizzare eventi, e qui a casa nostra non veniamo presi in considerazione».

Marco Pomella

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web