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Sicurezza, piazza Dante pronta a manifestare
All’ordine del giorno della nuova protesta c’è l’apertura di una sala scommesse Il sindaco Betti ha fissato per lunedì l’incontro con il comitato cittadino
VIAREGGIO. Piazza Dante, ancora al centro delle proteste dei residenti che hanno in mente una manifestazione di protesta: al civico 10 potrebbe sbarcare una sala scommesse, come da richiesta presentata in Questura. Niente di male in sé. Se non fosse - sottolinea il Comitato di cittadini residenti nella zona - che «si tratta di attività che attirano una gran quantità persone nullafacenti con tutte le conseguenze del caso». La nuova struttura commerciale avrà sede all’angolo con la via Verdi, dove un tempo vi era un negozio che vendeva sedie. Rilasciare o non rilasciare l’autorizzazione «spetta al Questore», come sottolinea il sindaco Betti nell’annunciare che lunedì pomeriggio riceverà i rappresentanti del Comitato di piazza Dante. Nel pomeriggio di ieri il primo cittadino ha parlato della questione anche con il dirigente del commissariato, Rosaria Gallucci, impegnata con le Volanti nei controlli alle attività commerciali della piazza. «Ma ho anche interessato il comandante della polizia municipale, Angelo Bertolucci - spiega Betti - della confermata necessità di spostare le telecamere da via Ponchielli alla piazza della stazione. È necessario avere il preventivo dalla ex Versilia servizi e poi reperire la copertura finanziaria per l’intervento».
Le valutazioni della Questura sono - come si dice - di tipo “soggettivo”: si valutano, insomma, i requisiti di legge della richiesta e di chi la presenta. Se nulla osta, allora la sala scommesse può aprire i battenti. Ma nella valutazione rientrano anche considerazioni relative a possibili problemi di ordine pubblico. E la piazza davanti alla stazione non è nuova a liti, risse, accoltellamenti, interventi della forze dell’ordine su situazioni di emergenza. Lo stesso bar della stazione è stato chiuso per quindici giorni, così come è accaduto ad un altro bar sul lato opposto della piazza. Insomma, clima “caldo”. Come hanno documentato gli stessi esponenti del Comitato cittadino, con tanto di video disponibili su You tube e non è certo una bella figura per la città. L’ultimissimo episodio è stato ripreso anche dal sito del “Tirreno”: un gruppo di uomini litiga sul marciapiede davanti ad Internet point e macelleria islamica e volano le biciclette utilizzate per colpire gli avversari. Se possa passato un bambino, o fosse uscito un passeggino da un portone sarebbe stata una tragedia.
In realtà, evitare l’ “accampamento” quotidiano dal quale hanno origine queste situazioni non è impossibile: passaggi ripetuti della polizia municipale, con inviti a non sedersi in terra o sui marciapiedi per bere o mangiare sarebbe già un bel deterrente. Un po’ di impegno sarebbe necessario anche da parte dei gestori delle attività che rischiano la chiusura se alla fine la corda viene troppo tirata. Un Internet point è segno di servizi che una città offre, ma la clientela non deve starsene seduta fuori, sul marciapiede, distribuendo tutto intorno bottiglie di birra. Non è impossibile...
«Piazza Dante è una delle porte d'ingresso della città, punto d'arrivo ferroviario di ospiti e turisti, luogo di vita e permanenza di tantissimi cittadini e dunque non può continuare ad essere uno spazio insicuro o di dubbia frequentazione»: così interviene la senatrice del Pd Manuela Granaiola. Che, anche da residente nella zona, continua: «Il prezzo di questa situazione lo pagano gli abitanti e con loro tutta la città. Ora si ventila anche l'apertura di un punto scommesse sportive, ippiche, giochi online in denaro, poker, casinò, skill games, Bingo. Oltre la valutazione sul tipo di attività voglio evidenziare il rischio di dar vita ad un ennesimo punto di richiamo per attività che dubito possano concorrere a migliorare la qualità della vita di tutta la zona. Per questo motivo ho nuovamente segnalata la situazione della piazza alle competenti autorità, auspicando che siano attivate adeguate e rinnovate iniziative a tutela degli abitanti e dell'immagine di tutta la città, nella consapevolezza che spesso l'ordine pubblico deve essere tutelato più con la prevenzione che con interventi successivi all'inevitabile verificarsi degli episodi sopra citati».
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