Il presidio
Sermas e farmacia, Pdl “chiama” la procura
Fabio Francesconi all’attacco: nelle due operazioni c’è materiale anche per la Corte dei Conti
MASSAROSA. Dopo l'ex sindaco Fabrizio Larini anche il Pdl invoca procura e Corte dei Conti. La minoranza punta il dito sulla poca trasparenza sia nell'operazione Sermas (con milioni di euro investiti nel fotovoltaico, venduto qualche mese dopo la sua realizzazione) che per quanto riguarda l'acquisto (da un milione di euro) dell'immobile che ospita la farmacia comunale. «Sorprende - scrive il gruppo consiliare guidato da Fabio Francesconi - la titubanza e l'imbarazzo del Sindaco e dei consiglieri di maggioranza rispetto alle richieste da più parti avanzata di inviare tutti i documenti della vicenda Sermas ai competenti organi di controllo. In consiglio comunale - ricorda il Pdl - il nostro gruppo ha cercato in tutti i modi di convincere i consiglieri che la delibera della Sermas non andava approvata, argomentando puntualmente le irregolarità rispetto al mancato espletamento delle gare, alla cessione diretta degli impianti, al finanziamento ottenuto da Toscana Energia, fino al danno erariale che deriva dall'intera operazione. Ma imperterriti, Giunta e Consiglio Comunale, si sono mostrati convinti e decisi ad andare avanti, nonostante tutti i rilievi e le obiezioni e nonostante non fossero stati confortati dal parere dei sindaci Revisori perché ritenuto non necessario».
Ma per il Pdl è il momento di fare chiarezza su tutta l'operazione (così come per l'associazione Massarosa Civica che con Alberto Coluccini per primo ha sollevato il caso).
«Ebbene - conclude il Pdl - chiediamo con fermezza che oggi con la stessa convinzione non abbiano timore di inviare tutti gli atti agli organi di controllo, Procura e Corte dei Conti. Crediamo sia un atto dovuto e necessario per far chiarezza sulla vicenda Sermas, così come per una serie di altre questioni che in Consiglio Comunale abbiamo sollevato, come l'acquisto della nuova sede della Farmacia Comunale (costata un milione di euro), il ricorso alla dichiarazione di somma urgenza per l'esecuzione di lavori in realtà programmati da tempo, e la disinvolta gestione dei sempre più numerosi incarichi esterni e consulenze».
Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha negato l’esistenza di ogni tipo irregolarità nell’operazione sostenendo che sono state le leggi approvate dal governo Monti a rendere obbligatoria per i comuni sotto i 30mila abitanti la cessione degli impianti di quel tipo.
Marco Pomella
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