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Nell’estate dei “rumori” scoppia la moda dei fuochi
Botti e razzi accompagnano sempre più spesso matrimoni e feste Ma non è solo un vezzo da russi: i prezzi bassi li rendono accessibili a tutti
VIAREGGIO. Una volta i fuochi d’artificio erano un grande evento. E per assistere a uno spettacolo pirotecnico c’era da attendere Sant’Ermete o l’ultima serata del Carnevale di Viareggio. Ma ormai praticamente ogni sera sul mare o in collina echeggiano i rumori di fuochi d’artificio: un piccolo paradosso nella Versilia dei divieti e dei locali chiusi per sforamenti di pochi decibel o perché qualche turista si è permesso addirittura di ballare. A lanciare la moda dei fuochi fai-da-te sono stati i ricconi che frequentano Forte e Marina di Pietrasanta. E da lì è partito l’effetto domino: e ormai non esiste più matrimonio - ma anche altra festa di un certo riguardo - che non abbia il suo finale “col botto”. I prezzi per avere il proprio spettacolino privato variano molto: si va dai 50 euro agli oltre 1000 euro. Ma attenzione, ci sono regole da rispettare per evitare pericoli o multe. E in alcuni casi, per acquistare certi tipi di fuochi, serve addirittura il porto d’armi. Fondamentale è anche rispettare le ordinanze dei singoli comuni sui rumori.
Fuochi low-cost? A diffondere l’uso dei fuochi c’è di certo l’effetto emulazione - alla fine tutte le mode più o meno passeggere si basano sulla voglia di non essere da meno del proprio vicino - ma anche il livello dei prezzi fa la sua parte nel permettere a sempre più persone di stupire amici e parenti. «Il rapporto qualità prezzo è molto cambiato negli ultimi anni - commentano dall’armeria Pandolfi di via Italica a Lido di Camaiore, uno dei punti vendita più gettonati tra gli amanti degli spettacoli pirotecnici - i fuochi belli costano sempre di meno. La produzione al 90% viene fatta in Cina. Tocca al venditore trovare i produttori migliori: la sicurezza è fondamentale». E i prezzi? A quanto pare ce ne sono per tutte le tasche. Il costo dipende dalla quantità di polvere pirica presente, dalla grandezza del fuoco e dai colori che riesce a produrre. Una “batteria” da 50-60 colpi costa sui 50 euro. Un buonissimo spettacolo da matrimonio (batterie che arrivano a 600-700 colpi) può essere messo in piedi con cifre che oscillano tra i 500 e gli 800 euro. Esistono comunque prodotti di ogni tipo a partire da 15-20 euro.
Permessi e sicurezza. I fuochi d’artificio - anche quelli più piccoli - possono essere pericolosi se utilizzati in maniera impropria. Innanzitutto vanno utilizzati in luogo aperto e lontano da abitazioni e strade. Fondamentale anche la distanza da boschi per evitare incendi. Sarebbe anche importante considerare la presenza di animali, visto che anche cani e gatti sono terrorizzati dalle esplosioni Anche il problema dei rumori è fondamentale. Gli spettacoli pirotecnici - compresi quelli per piccole feste - devono rispettare le ordinanze sui rumori emanate dai singoli comuni. In estate, per esempio, a Viareggio devono essere fatti entro l’una di notte; a Camaiore entro le mezzanotte. Fondamentale, per evitare guai, è anche la questione delle richieste di autorizzazioni e permessi. E della necessità del porto d’armi in alcuni casi. I cosiddetti fuochi da “libera vendita” possono essere venduti a tutti i maggiorenni previa esibizione della carta d’identità. Per il possesso quelli considerati di V categoria - le caratteristiche del prodotto, comprese massa e potenza, devono essere elencate in un’etichetta ben visibile - scatta anche l’obbligo di denunci a all’autorità di pubblica sicurezza se si supera la quantità di 25 chili.
Porto d’armi. Poi cè la categoria IV che include anche i prodortti professionali. Per gran parte di questi è sufficiente il porto d’armi e per spararli serve il permesso delle autorità. Per gli spettacoli professionali serve anche una persona abilitata con un patentino. Resta sempre vietato manipolare i fuochi d’artificio per renderli più potenti: si tratta di un reato chiamato “illecita fabbricazione di prodotti esplodenti”.
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