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Marchioro terrorizzato: «Vendo la casa, me ne vado»

Marchioro terrorizzato: «Vendo la casa, me ne vado»

L’ex allenatore del Milan racconta l’ora di paura passata in balìa dei banditi che l’hanno assalito I rapinatori erano in agguato in giardino. «Dopo il colpo abbiamo urlato per farci liberare dai vicini»

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CAMAIORE. Tornavano da fare la spesa. E i banditi che li hanno rapinati e rinchiusi in uno sgabuzzino erano in agguato in giardino. Sono ancora sotto shock l’ex allenatore del Milan, Pippo Marchioro, 77 anni e la moglie Liliana Aveni, 74 dopo la rapina che hanno subito mercoledì sera nella loro villa in località le Silerchie. Tra l’altro la signora Liliana il 7 febbraio del 2008, una domenica di Carnevale, subì un’altra rapina. Dopo avere vissuto quella brutta esperienza Pippo Marchioro aveva pensato di mettere in vendita la villa. «Eravamo venuti qui per stare tranquilli - racconta - ma dalla prima rapina abbiamo messo la nostra casa in vendita. Vogliamo tornare a Cesena dove vivono i nostri familiari».

Ripensando a mercoledì sera Marchioro dice di avere vissuto una specie di incubo. «Siamo rientrati a casa poco dopo le 18 – dice l’ex allenatore di Milan e Reggiana – eravamo andati a fare la spesa al supermercato Esselunga. Di solito quando arriviamo, lei scende dall’auto e si avvia in casa, mentre io parcheggio. Mi amoglie aperto la porta ed ha staccato l’antifurto che era inserito, a quel punto è stata colta di sorpresa dai tre banditi, travisati e armati che l’hanno spinta in casa con la forza. Ci aspettavano in giardino e appena siamo arrivati sono entrati in azione. Quando sono entrato in casa ho capito subito cosa stava accadendo». Marchioro ricorda quegli attimi concitati. «Hanno urlato di aprire la cassaforte- racconta -erano armati di fucile, avevano coltelli ed avevano il volto nascosto . Indossavano guanti di lattice. Hanno parlato poco ma l’accento sembrava dell’Est europeo». La moglie ha cercato di aprire la cassaforte senza riuscirci. I banditi però avevano fretta e sono saliti al piano superiore arraffando ogni cosa di valore. «Hanno preso - va avanti Marchioro - u na serie di bicchieri di argento che mi avevano regalato i giocatori del Milan quando allenavo la squadra rossonera. Era un regalo a cui tenevo, perché aveva un valore affettivo». Prima di andare via i banditi cosa vi hanno fatto? “Ci hanno richiuso in uno stanzino, legandoci e imbavagliandoci. Avrebbero potuto farci del male, in quei momenti non si sa mai quale sono le reazioni. E’ stata una brutta esperienza davvero. Poi mi hanno tolto l’orologio che avevo al polso, e portato via il telefonino cellulare. Poi hanno chiuso la porta portandosi via la chiave e se ne sono andati». Poi la coppia si è liberata e ha chiesto aiuto. « banditi in pratica sono stati in casa con noi fino a circa le 19, dopo un po’ ce l’ho fatta a togliermi il bavaglio che avevo alla bocca ed ho iniziato ad urlare. Un nostro vicino che abita a circa 40 metri ha sentito le urla ed è venuto a casa, ha capito che era successo qualcosa e ci ha liberato. Poi abbiamo chiamato i carabinieri che sono arrivati sul posto per i rilievi. Le indagini dei carabinieri proseguono. Ma per ora i banditi sembrano essersi volatilizzati.

Roy Lepore

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