Il Tirreno

Versilia

I servizi della Croce Verde sono nel mirino dell’Asl

di Matteo Tuccini
I servizi della Croce Verde sono nel mirino dell’Asl

Rischia di sparire il primo soccorso garantito negli ambulatori di via Garibaldi L’azienda sanitaria ritiene troppi i soldi spesi ogni anno per tenerlo aperto

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Il servizio di primo soccorso della Croce Verde in via Garibaldi finisce nel mirino dell’Asl. Che potrebbe decidere di ridurre ancora, o addirittura eliminare del tutto, il contributo di circa 200mila euro versato ogni anno per tenere aperti gli ambulatori. Una decisione da valutare per esigenze di risparmio, e che - se presa - porterebbe a un ridimensionamento o a una sparizione del servizio. Da anni punto di riferimento di molti viareggini, soprattutto anziani, che ritengono di aver bisogno di cure immediate per incidenti domestici, malori o altro. Senza dover passare per forza dal pronto soccorso dell’ospedale Versilia.

Servizio a rischio. Per garantire le prestazioni di primo soccorso e Centro prenotazioni esami in via Garibaldi, la Croce Verde ci mette di suo 20mila euro, in aggiunta ai 210mila dell’Asl. Una cifra che, è evidente, basta a coprire solo una piccola parte dei costi. Ma che per l’associazione - come raccontava il compianto presidente Milziade Caprili ai tempi in cui si discuteva dei contributi - rappresenta comunque uno sforzo notevole. Ecco perché il ridimensionamento della somma versata dall’Asl sarebbe fatale.

Nuovi tagli in vista. Ma perché l’azienda sanitaria versiliese intende ritirare la cifra garantita ogni anno fino ad oggi? Non è la prima volta che si ipotizza un ridimensionamento o un taglio radicale di questi rifornimenti. Già l’anno scorso la Croce Verde fu costretta a digerire una riduzione del 5%, pari a 11mila euro, per le prestazioni di primo soccorso e Centro prenotazione in convenzione con il sistema sanitario regionale. Negli ultimi mesi, inoltre, il lavoro fatto dai vertici aziendali per il contenimento della spese ha garantito un bilancio in discreto equilibrio. Si dà il caso, però, che nell’ultima riunione a Firenze con tutti i direttori generali la Regione è stata chiara: bisogna tagliare ancora. E anche le Asl che non se la passano così male dovranno farlo. Era difficile, d’altra parte, credere all’idea dell’isola felice della Versilia che ha già messo a posto le cose: «Non ci sarà alcuna via preferenziale, siamo tutti sulla stessa barca», hanno detto in Regione. Volenti o nolenti, perciò, anche i vertici Asl della Versilia hanno dovuto accettarlo e ricominciare a usare il pallottoliere per far quadrare i conti. E una delle prime uscite ritenute rivedibili o sacrificabili è proprio la spesa per il primo soccorso. Che non viene ritenuta più adeguata al clima generale. In ogni caso, la decisione sarà presa solo al termine della convenzione, e cioè a dicembre.

L’alternativa del Tabarracci. In questo clima da taglia (molto) e cuci (poco), che certo avrà delle ripercussioni sui servizi, l’Asl cercherà di non scombussolare troppo il sistema di assistenza sul territorio. E qui arriva il punto dolente. Chi farà da filtro per il pronto soccorso dell’ospedale Versilia, se alla Croce Verde si toglieranno questi ambulatori? Qualche mese fa, quando ci furono i primi tagli, la Croce Verde assicurava che nei periodi di boom (estate, ma non solo) medici e infermieri facevano i conti con un centinaio di accessi al giorno. «Tutta gente - si spiegava - che se non ci fossimo noi si rivolgerebbe al Versilia». Per evitare questo ulteriore afflusso di pazienti al pronto soccorso, l’Asl guarderebbe al distretto dell’ex Tabarracci, già sede della Casa della salute, come a una possibile alternativa per un primo filtro. Ma è chiaro che, per ora, sono solo ipotesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera