Meteo
È un vero trionfo il “ritorno a casa” di Giorgio Panariello
PIETRASANTA. Alla fine Giorgio Panariello ha sconfitto anche la pioggia. E con lui i 1500 spettatori, inclusi quelli invitati dal comico sul palco, chiamati ad affollare ogni posto possibile della...
PIETRASANTA. Alla fine Giorgio Panariello ha sconfitto anche la pioggia. E con lui i 1500 spettatori, inclusi quelli invitati dal comico sul palco, chiamati ad affollare ogni posto possibile della platea del parco. Il ritorno a casa, in Versiliana, di Giorgino è stato, come da facili previsioni, un successo: nonostante un cielo gonfio di nuvole e qualche goccia a inizio ed epilogo dello spettacolo, il già Mario il bagnino per oltre un'ora e mezzo ha divertito e si è divertito là dove tutto è cominciato.
«Fu Romano Battaglia, infatti, ad invitarmi al suo Caffè, a fare delle imitazioni. Ero uno sconosciuto, allora, o qualcosa di simile» ha confidato ad un pubblico - presenti fra gli altri Andrea Bocelli, con la moglie Veronica e i figli, Andrea Scanzi, Giobbe Covatta e Mara Maionchi - che da settimane aveva acquistato il biglietto viatico ad un tutto esaurito d’altri tempi. In realtà i telefoni della Versiliana e del direttore Manrico Nicolai, fino alle 21.30 di lunedì, sono stati presi d'assalto da coloro che, anche in piedi, anche sbirciando dietro un pino, volevano partecipare allo show. Probabilmente, per l'occasione, non sarebbe stato sufficiente un teatro con 500 posti aggiunti, tante sono state le richieste. E Panariello, con il cuore intriso di salmastro e Versilia - sul litorale il prossimo anno girerà fra l'altro il seguito di “Bagno Maria” - ha richiamato, con gags e battute, i luoghi tipici della sua terra: Seravezza, Forte, Stazzema,. Capezzano, Massarosa, Pietrasanta, giocando sulle tipicità del versiliese, sul mondo che avanza, mentre noi restiamo immobili. «Come Mario il bagnino che oggi se la deve vedere con i clienti russi. Ma ce lo vedete Mario ad imparare il russo e a parlare di Adsl o ancora il contadino di Seravezza smanettare su uno smartphone per fare una chiamata?». Risate grasse fra rievocazioni di maschere del passato - Merigo, Silvano, Renato Zero e appunto Mario - provocazioni agli astanti su palco - con Laura, fortemarmina, diventata suo malgrado protagonista di una parodia di “50 sfumature di grigio” - e canzoni gridate al cielo «tanto per fare vedere a Bocelli chi è il cantante qui».(l.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
