Il presidio
Il Piano strutturale prima di tutto per ridisegnare la città
Rinvio per il nuovo Regolamento urbanistico che potrebbe riaccendere un po’ di edilizia
VIAREGGIO. Prima il nuovo Piano strutturale, poi rimettere mano al Regolamento urbanistico dalla travagliata, ormai decennale, storia. Così intenderebbe muoversi il sindaco Leonardo Betti, che ha tenuto per sé la delega all’urbanistica. Il Piano strutturale di Viareggio, lo strumento considerato “documento fondativo” delle scelte urbanistiche di una città, è datato 2002/2003 e porta la firma di Franco Allegretti, il dirigente comunale in corsa per tornare ad occuparsi del settore. Il Regolamento urbanistico è, invece, lo strumento “operativo”, l’insieme di regole che indica ad imprenditori edili, operatori del settore, ma anche ai singoli cittadini cosa si può e cosa non si può fare quando si tratta di mattone. Il percorso che l’amministrazione di centrosinistra fresca di insediamento sembra avere in mente rinvia la definizione di queste indicazioni, molto attese soprattutto da chi - in questo momento di crisi pesante dell’edilizia - potrebbe avere in mente interventi di recupero, ristrutturazione, frammentazione edilizia a scopi familiari o quasi.
Ma non solo: rimettere mano al Piano strutturale che vecchio non è - fanno notare i professionisti del settore - ha inevitabilmente lo scopo di ridefinire le Utoe, ovvero le Unità territoriali organiche elementari nelle quali la città è divisa all’interno dei due Sistemi territoriali urbani previsti. Così definiti: Sistema Viareggio (con 11 Utoe) e Sistema Torre del Lago (nessuna Utoe). Il Piano stabilisce le destinazioni delle singole Unità territoriali e fissa anche il numero di abitazioni che possono essere costruite ex novo sull’intero comune. Intorno al migliaio (ma il Pd all’opposizione denunciò le «case nascoste») quelle previste dal Regolamento urbanistico che l’amministrazione Lunardini riuscì portare all’adozione del consiglio comunale. Ma la crisi della Giunta di centrodestra si concluse, nel luglio 2012, proprio con il voto alla revoca della stessa adozione.
Rimettere mano a cosa è consentito e cosa no nelle singole Utoe - così racconta il tam tam del dibattito urbanistico in città - significa necessariamente guardare ad alcune aree oggi non edificabili, come quelle della Cittadella. Oggi qui non si può costruire: il Piano regolatore vigente prevede - oltre al Piano attuativo della Cittadella del Carnevale - «una zona destinata a verde sportivo - così si legge nel Piano strutturale - una destinata ad attrezzature pubbliche e di interesse collettivo» e viene confermata la destinazione commerciale esistente.
Ma proprio in questa area alle porte della città ci sono terreni molto appetibili, che portano nomi e cognomi - così si dice - di peso. E la preoccupazione forte è che un nuovo Piano strutturale (il sindaco prevedrebbe meno di un anno per il nuovo documento, affidato alle mani dell’architetto comunale Berrugi) possa risentire delle inevitabili spinte in un senso o nell’altro affinché diventi edificabile anche quello che non è.
E se è vero che nel Piano strutturale sta l’asse portante della città, mobilità compresa sulla quale il sindaco Betti ha in mente interventi radicali, lo è altrettanto il fatto che da quasi dieci anni la città attende il nuovo Regolamento urbanistico. Per sapere se si può dividere l’appartamento a pro dei figli cresciuti, se la classica “viareggina” può essere solo ristrutturata o ci si può realizzare qualche intervento più radicale, cosa si può o non si può tirare su nelle aree agricole. Un’attesa che prorogare ancora diventa davvero pesante...
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