Il Tirreno

Versilia

Ormeggiare in porto? Un’odissea

Una barca a vela con sei bambini a bordo ha atteso ore per trovare posto

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Approdo proibito... o quasi. Per capire di cosa soffra la Darsena viareggina, basta l’avventura del 16 metri francese che la vigilia di Ferragosto ha cercato di attraccare in una delle Darsene viareggine. L’imbarcazione ha chiamato la Capitaneria nel primo pomeriggio del 14. A bordo c’erano sei bambini, uno dei quali un piccolino di poco più di un anno. La guardia costiera ha dato allo skipper i numeri dell’approdo turistico della Madonnina e di un altro ormeggiatore. Al numero della Madonnina, gestito dalla Viareggio porto, società partecipata del Comune (presidente Giovanni Giannerini) nessuno ha risposto. E non è la prima colta che capita. Contattato l’altro ormeggiatore, ha risposto che posto c’era ma di non poter accogliere imbarcazioni sopra i 12 metri.

Lo skipper ha nuovamente contattato la Capitaneria che ha nuovamente fornito il numero della Viareggio porto, approdo della Madonnina. Di nuovo nessuna risposta.

A quel punto si stavano avvicinando le 18: la barca a vela non avrebbe potuto riprendere il largo verso un altro ormeggio, ed in porto sembrava non esservi posto.

Grazie ad un cittadino che si è prestato a fare da interprete, l’imbarcazione è arrivata sulle banchine della sede distaccata della Capitaneria. Alla fine la buona volontà ha prevalso ed è stato deciso di consentire l’ormeggio per transito. Solo che...era necessaria una marca da bollo da 14 euro che nessuno aveva tra le mani e che se sei straniero, senza parlare italiano e senza conoscere il porto alle sei del pomeriggio del giorno pre-Ferragosto non è proprio così facile da reperire...

Tutto però deve essere andato per il meglio, impicci burocratici compresi, visto che il giorno dopo, intorno a mezzogiorno, la bella barca a vela ha potuto riprendere la sua navigazione con i giovanissimi passeggeri a bordo.

Ma se non ci fosse stata la buona volontà, del cittadino-interprete improvvisato ormeggiatore, e se la guardia costiera non si fosse rimboccata le maniche per risolvere anche questa storia di porto, come sarebbe andata a finire?

Ma, soprattutto: è possibile che ormeggiare o non ormeggiare in porto a Viareggio, città turistica (forse), sia impresa possibile solo avendo la buona sorte di incontrare persone disponibili?

Tra i nodi che l’Autorità portuale di Fabrizio Morelli dovrà scegliere in fretta c’è anche questo... (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera