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I disabili? Per loro niente autobus
Una madre racconta l’assurda vicenda del figlio: attese di ore e promesse vuote
CAMAIORE. «Mio figlio disabile da oltre due ore è bloccato su un autobus. Perché non ci sono fermate adatte a far scendere le persone in carrozzina». A segnalare la situazione - che purtroppo si ripete molto spesso senza che l’azienda dei trasporti e la Provincia trovino soluzioni adeguate - è la signora Marzia Palagi.
Il figlio della donna ha 33 anni non può camminare autonomamente. Ma chiede di potersi muovere, come fanno tutte le persone della sua età, per sbrigare commissioni, andare dal medico o dal fisioterapista o semplicemente per fare un giro e andare a trovare gli amici a Camaiore. Ma quel viaggio dal Cavalcaferrovia della via Italica (zona dove vive la famiglia) e il capoluogo assume ogni volta contorni grotteschi e inquietanti.
Infatti la maggior parte delle fermate per i bus non sono attrezzate per la salita e la discesa dei disabili. E molto spesso anche le pedane dei bus non funzionano bene. Così a volte - come in altre occasioni lo stesso giovane ha segnalato - tocca aspettare ore prima che arrivi un bus adatto o che un autista decida comunque di fermarsi per aiutare il giovane a salire.
Ma certo il viaggio non finisce una volta che si è saliti sul mezzo pubblico. anche perché di solito le persone poi dal bus vorrebbero anche scendere. E magari, per ritornare a casa, bisognerebbe anche prendere un mezzo che effettui il percorso di ritorno. Insomma, un disastro. Il giovane negli anni ha raccolto tantissime foto delle fermate disastrate. E qualche settimana fa si è anche messo in mezzo alla strada per obbligare un autobus a fermarsi per farlo salire. La Provincia ha promesso di trovare soluzioni. Ma tutte le promesse finora sono rimaste sulla carta. «In alcuni casi basterebbe solo un bollino sulla fermata - afferma la madre - perché per ogni cosa c’è da attendere mesi?».
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