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Il Comune rischia di pagare 2 milioni per gli avvocati
Battono cassa i legali che hanno difeso ex amministratori e dipendenti assolti alla fine del processo sulla presunta corruzione in municipio
PIETRASANTA. Questione di giorni. Forse di poche settimane, ma la vicenda che si lega al rimborso delle parcelle degli avvocati dei vari imputati del processone sulla corruzione a palazzo è oramai ad un punto di svolta. Perché gli stessi avvocati premono per essere saldati, i loro clienti, gli imputati intesi come ex amministratori e dipendenti di palazzo, chiedono a loro volta al Comune la liquidazione degli onorari e l'amministrazione Lombardi, dopo aver preso tempo chiedendo un parere ad un esperto del ramo, una risposta sarà chiamata a darla. Sul tavolo ballano, stando alle voci, oltre 2 milioni: un'enormità di denaro che potrebbe di nuovo, mettere in crisi il banco di palazzo.
Lombardi e soci, nei mesi scorsi, avevano chiesto alla Corte dei Conti un parere sulla legittimità del rimborso. La risposta? In sostanza, non siamo competenti in materia, sbrigatevela da soli. E, a quanto pare, non sarebbe stato esaustivo neppure il pensiero dell'esperto in materia, sempre sollecitato sull'argomento. Il nodo è semplice: il processo si è concluso con sentenza di sostanziale assoluzione per la quasi totalità dei capi oggetto di accusa, su cui formalmente, è stata scritta la parola fine con la certificazione del passaggio in giudicato. Ed è proprio questa combinazione di eventi - assoluzione e formalizzazione - che nei fatti consente a dipendenti e amministratori comunali - una quindicina complessivamente - di vedersi riconoscere il pagamento delle diverse parcelle già reclamate dai singoli avvocati. E in questo caso, alle asmatiche casse comunale, non sappiamo in che misura possa venire in soccorso la polizza assicurativa di riferimento: la questione, infatti, è oggetto di approfondimento. Nel frattempo nel bilancio di previsione è stata ipotizzata una cifra, sempre legata ai rimborsi legali, pari a 300-400 mila euro. Che non è ovviamente sufficiente.
Ma qual è l'orientamento dell'amministrazione? Sicuramente quello di pagare gli avvocati dei dipendenti, mentre persistono opinioni non proprio convergenti sul saldare, o meno, gli onorari riguardanti gli avvocati degli ex amministratori. Che è poi la parte più consistente della questione se pensiamo che solo per l'ex sindaco Massimo Mallegni, si parla di parcelle complessive pari a 700mila euro. Mallegni che però non ha ancora presentato il conto. Chi, invece, ha già chiesto di essere pagato è l'ex assessore Alessandro Alessandrini, ma anche i due legali del Comune, Marco Orzalesi e Massimo Dalle Luche: e qui la situazione rasenta il paradosso se pensiamo che gli stessi avvocati, che devono pagare a loro volta altri avvocati, potrebbero in caso di non soddisfacimento della richiesta, emettere un atto di ingiunzione nei confronti dell'Ente per cui lavorano.
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