Il presidio
Gavettoni tra ragazzi, padre ferito a bottigliate
Aggredito dal genitore dell’adolescente che aveva rimproverato sulla spiaggia A Marina di Pietrasanta proteste dei turisti. Ma non ci sono state multe
LIDO. Ha preso a bottigliate in testa l'uomo, un belga di 45 anni circa, che gli aveva redarguito il figlio per il continuo lancio di gavettoni tra i tavoli all'ora di pranzo. Protagonista della vicenda, accaduta nello spazio tra uno stabilimento balneare e un ristorante della Passeggiata, nel giorno di Ferragosto, è stato un pistoiese di 48 anni in vacanza in Versilia. Il ferito, trasportato in Pronto soccorso, ha avuto un referto di venti giorni. E la vicenda ha scatenato una maxi lite tra adulti e adolescenti. Ieri il ferito, originario del Belgio ma residente in Italia e a Lido in vacanza come il suo aggressore, ha sporto querela. Ed il padre pistoiese è stata denunciato per lesioni dagli agenti del commissariato diretto da Rosaria Gallucci.
Tutto è nato sulla spiaggia, dove un gruppo di quindici/sedicenni - così le prime ricostruzioni della polizia - hanno esagerato con i gavettoni, al punto da essere redarguiti dall’uomo poi ferito. Tra l’altro il giovane pistoiese anche negli anni passati era stato rimproverato, nello stesso tratto di spiaggia, per la “passione” molesta nutrita nei confronti dei lanci d’acqua.
La storia sembrava finita sulla spiaggia. Invece, al momento del pranzo, il cittadino belga si è trovato di fronte il padre del ragazzo rimproverato poco prima e dalle parole si è passati ai fatti: il turista pistoiese ha afferrato dal tavolo una bottiglia e ha consumato l’aggressione.
Ancora gavettoni e proteste, ma a Marina di Pietrasanta: nella testimonianza di un turista di Abbiategrasso che si è ritrovato due I-Phone inzuppati d'acqua. «Giulia e Vittorio - si legge nella lettera arrivata al “Tirreno” - stanno camminando lungo la spiaggia di Marina di Pietrasanta, come quasi ogni giorno fanno in questa vacanza di estate 2013. Lungo gli arenili, ragazzi più o meno giovani si tirano secchiate d'acqua, un gioco estivo, un rito quasi del Ferragosto del Forte, della Versilia. Anche sorpresi turisti ignari e non partecipi della tradizione non si sottraggono a qualche "gavettone"; pure i "giocatori" stanno ben attenti a non causare danni a persone che si trovano a passare nel loro campo d'azione e la contengono. Questo non accade però all'altezza del bagno Adua dove Giulia e Vittorio sono oggetto di un vero e proprio assalto da parte di un gruppo di ragazzi (maschi o femmine è indifferente) che, come un branco, una canea urlante alla ricerca di una preda, nonostante gli inviti ricevuti di non bagnare i telefonini, smette addirittura di bagnare i due per accanirsi proprio sui loro cellulari ora inservibili».
Poco prima la stessa sorte era capitata - racconta Pierluigi Ferrari - «ad un altro malcapitato» che aveva chiamato i carabinieri dopo che si era ritrovata inzuppata d'acqua la borsa contenente I-Pad e I-Phone. «Un giorno di festa come il Ferragosto non legittima alcuna sospensione delle regole della convivenza civile e delle leggi che le definiscono», è l'amara considerazione del turista lombardo.
Sul sito Facebook del “Tirreno” molti i commenti, con i lettori divisi tra non si va in spiaggia il 15 agosto se non si vuole essere “gavettonati” e si va in spiaggia e si ha diritto ad essere rispettati. Una discussione che tocca anche il tema di come si educano gli adolescenti. Molti i commenti, ma nessuna multa: far rispettare le ordinanza comunali che vietano in spiaggia giochi molesti o pericolosi spetta alla polizia municipale.
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