Il presidio
I dati choc dello sballo Boom di alcol e cocaina
Sos dall’Asl: 20mila i versiliesi, soprattutto giovani, che ne fanno uso abituale Triplicati in dieci anni gli schiavi della polvere bianca che chiedono aiuto al Sert
VIAREGGIO. Ventimila versiliesi, in gran parte giovani, fanno un uso abituale di alcol e cocaina. Spesso in contemporanea, nella vita di tutti i giorni o nella stessa serata in discoteca. È il quadro inquietante fornito dall’Asl, per la precisione dal Servizio per le tossicodipendenze (Sert). Che nella relazione sanitaria del 2012 appena pubblicata spiega come siano in aumento le persone che, dopo un consumo continuo, diventano schiave di coca e alcolici. Il cui binomio - spiegano gli esperti - sembra quasi inscindibile per chi vuole sballarsi. Soprattutto nelle notti d’estate.
Sempre più schiavi della coca. È clamoroso il dato sulla cocaina. Le 20-30 persone dipendenti dalla polvere bianca che dieci anni fa chiedevano aiuto al Sert sono triplicate: l’anno scorso sono state circa 100, cioè la stragrande maggioranza dei 133 nuovi pazienti presi in carico dal servizio tossicodipendenze. Detto in maniera brutale, i nuovi schiavi della droga sono quasi tutti cocainomani. E anche tra chi prima faceva uso di altre droghe, come l’eroina, la polvere bianca sta lentamente diventando la fonte primaria di sballo.
I numeri dell’alcol. Anche i nuovi pazienti che finiscono vittime dell’alcol sono in crescita: se nel 2011 c’erano stati 78 nuovi casi al Sert di persone con problemi di alcolismo, nel 2012 sono stati 111. In generale, i dati del servizio dicono che ad oggi ci sono 750 tossicodipendenti e 339 alcoldipendenti seguiti dai servizi sanitari versiliesi. Cresce, inoltre, il cosiddetto “poliabuso”, che è appunto il consumo abituale di più droghe: come detto, il binomio alcol-coca è il più diffuso. Ottantacinque sono i tabagisti e 31 i giocatori d’azzardo patologici, monitorati per la prima volta.
I perché di questi boom. A spiegare il perché di questi incrementi, che nel caso della coca sono davvero esponenziali, è il responsabile del Sert, il dottor Guido Intaschi. «Si tratta di un fenomeno che si ripete un po’ in tutto il territorio nazionale - afferma Intaschi - ma è chiaro che in Versilia, per le caratteristiche del territorio, è accentuato. Senza voler gettare la croce addosso a nessuno, la presenza di locali e di una vita notturna che si anima in particolare d’estate, porta con sé un aumento di consumi e dipendenze». Secondo il dottor Intaschi, in particolare, «il consumo di cocaina in origine era quasi riservato a professionisti, o a persone comunque di un certo livello sociale che potevano permettersela. E che la usavano, tra l’altro, a scopo di migliorare le loro prestazioni lavorative, o anche nelle relazioni quotidiane. Col tempo, però, è diventato sempre più comune tra i giovani perché il prezzo si è abbassato. E nei luoghi di passaggio o di divertimento delle nostre città la fornitura di droga è in pratica a getto continuo». Ovviamente bisogna distinguere, anche per non fare confusione, tra consumo saltuario, abituale e dipendenza pura. «Come dico sempre, gli utenti in cura da noi sono la punta dell’iceberg», dice Intaschi.
Appello dell’Asl ai Comuni. Le iniziative di Asl, associazioni e tutti coloro che hanno a cuore la lotta alle dipendenze sono molte. Se in Versilia, insomma, i rischi e gli effetti delle droghe sono più alti, altrettanto elevata è la sensibilità anche della società civile. Una piccola tirata d’orecchi il Sert lo fa ai Comuni: «Dovrebbero fare di più - afferma Intaschi - Lo richiede la pericolosità di queste abitudini».
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