Il Tirreno

Versilia

Campeggi quasi vuoti persino a Ferragosto

di Matteo Tuccini

Poche tende, c’è anche chi abbandona la roulotte perché non può pagare Gli operatori: «Calo del 15%. Il colpo di grazia? Gli stop ai locali delle Marine»

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VIAREGGIO. «Non ce la faccio proprio a pagare, mi dispiace. Le lascio la roulotte». Il titolare del campeggio ascolta il tono mortificato del suo cliente, e non può far altro che prenderne atto. Però si permette un’osservazione: «Se non mi serve e non la rivendo, mi tocca anche pagare lo smaltimento».

Per la prima volta nella storia di questa città, i campeggi - simbolo della vacanza low cost e a contatto con la natura - restano semivuoti persino nella settimana di Ferragosto. Per capirlo basta farsi un giro, nelle piazzole che una volta straboccavano di tende e di roulotte. E che costringevano i proprietari dei camping a mettere fuori dall’ingresso il cartello “Tutto esaurito” ben prima dell’inizio del mese. Deludendo gli arrivi dell’ultima ora sul viale dei Tigli e dintorni.

Calo tra il 10 e il 15%. «È finita un’epoca, ne dobbiamo prendere atto - commenta Michele Montemagni, presidente di Assocamping e titolare del Bosco verde - ma è chiaro che a guardare cosa sta succedendo in questi giorni, che avrebbero dovuto essere il culmine della stagione turistica, viene lo sgomento. Le tende, in particolare, sono pochissime. Calcoliamo un calo del 10-15% rispetto all’anno scorso». Che già non fu esaltante. «Forse - dice Monica Forti, che assieme al fratello Riccardo gestisce l’Italia - riusciremo a fare qualcosa nel fine settimana di Ferragosto. Ma è comunque poco. Da questo punto di vista, è andato meglio luglio con gli stranieri».

Spariti gli italiani. Arrivano fuori dai confini i salvatori del turismo viareggino, che senza di loro sarebbe già annegato come un bagnante tedesco ai vecchi tempi. Anche se olandesi e scandinavi stanno pochi giorni. Ed è sconcertante notare come anche nella vacanza a basso costo la presenza degli italiani tra Viareggio e Torre del Lago si sia rarefatta. «In realtà - prosegue Marina Forti - è chiaro che chi fa campeggio, in genere, non è il nababbo di turno. Si spende poco per occupare una piazzola e la spesa si fa al supermercato. Ma proprio questa fascia di popolazione è stata massacrata dalla crisi economica». Al punto che i clienti fedeli, quelli che piazzano la roulotte all’inizio della stagione per riportarla via dopo un mese o anche a settembre, sono messi a dura prova. E alcuni di loro, non riuscendo a saldare il conto, abbandonano roulotte e cucinotti.

Colpa degli stop sulle Marine. Tutti i gestori, però, concordano su un punto: a dare il colpo di grazia su un flusso turistico già provato è stata la campagna di affossamento dei locali delle Marine. Che, tra divieti e chiusure, ha scoraggiato l’arrivo di tanti ragazzi nel fine settimana. Facendo diminuire il fatturato di negozi, ristoranti e appunto campeggi soprattutto a Torre del Lago. «Il Parco - afferma Mamerto Morescalchi dell’Europa, che è anche rappresentante dell’associazione “Torre viva” - avrebbe dovuto essere il traino del nostro turismo. Ha finito per essere la zavorra. Intendiamoci: siamo tutti ambientalisti. Ma che senso ha cercare di far chiudere, perché è questo che si sta facendo, attività che portano un sacco di gente? Da questo punto di vista la nuova amministrazione comunale non sta facendo meglio di quella passata». Amara la conclusione dei gestori dell’Italia: «Nonostante il calo di clienti ci siamo fatti in quattro per dar loro l’animazione e migliorare i servizi. Ma è chiaro che, se dall’esterno invece di aiutarci ci tagliano le gambe, dovremo rivedere molte cose».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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