Il presidio
Alloggi di lusso al posto di due hotel chiusi da anni
FORTE DEI MARMI. L’Hotel Nettuno (nella foto)di via Matteotti, entrato tante volte nelle cronache per qualche problema di sicurezza, e l’Hotel Blume, sul viale mare proprio nel cuore di Roma...
FORTE DEI MARMI. L’Hotel Nettuno (nella foto)di via Matteotti, entrato tante volte nelle cronache per qualche problema di sicurezza, e l’Hotel Blume, sul viale mare proprio nel cuore di Roma Imperiale, potranno diventare appartamenti di lusso. Mentre la Villa dei Fiori di via Mazzini e la “Casa di Maria Ausiliatrice”, sul lungomare (passata di mano due anni fa dalle suore Salesiane di Don Bosco ad una società riconducibile alla famiglia Tabarani del bagno e ristorante Gilda a Vittoria Apuana) potranno recuperare la loro origine di abitazione monofamiliare, dopo essere state rispettivamente una pensione e un convitto religioso.
Sono questi quattro cambi di destinazione d’uso il risultato più eclatante della nuova Variante del Regolamento urbanistico cittadino che ha superato l’ultimo scoglio in consiglio comunale.
L’assemblea ha esaminato 344 osservazioni, delle quali 204 respinte, 34 accolte e 106 parzialmente accolte. In pratica, si può affermare che se da una parte il nuovo regolamento intende incentivare la riqualificazione alberghiera, grazie ad una serie di concessioni volte a migliorare la ricettività, salvaguardandone la tipologia, dall’altra ha un occhio di riguardo anche per il decoro, consentendo la sistemazione di due strutture dismesse da tempo, come l’ex Hotel Blume e l’ex- Nettuno dove si potranno ricavare quattro unità immobiliari di grande superficie (superiore ai 180 mq), anche se le rispettive proprietà dovranno poi cedere un’intera unità immobiliare, pari al 25% della superficie complessiva.
Diversa invece la situazione per le due strutture che torneranno abitazione monofamiliare: le proprietà per riportarle alle origini di villa potranno abbattere i volumi eccedenti realizzati con l’ampliamento in virtù anche del vincolo alberghiero riportandoli ai valori iniziali, oppure potranno mantenerli pagando quelli eccedenti le origini 1500 euro al mq.
«Il nostro obiettivo - ha commentato il vice sindaco Michele Molino - oltre a risistemare queste strutture in degrado, chiuse da tanti anni, era quello di valorizzare le strutture esistenti, verso le quali abbiamo indirizzato i nostri sforzi e crediamo di aver ottenuto importanti risultati. Inoltre puntiamo alla difesa del territorio dall’eccessiva cementificazione. E a questo proposito, abbiamo rivisto i parametri delle ristrutturazioni e degli ampliamenti, che adesso non consentiranno più sproporzioni fra l’edificato e il terreno circostante. Infine, il nuovo regolamento conferma lo stop ai cambi di destinazione nel centro storico».
Grandissima soddisfazione per la conclusione dell’iter del regolamento è stata espressa dal presidente dell’Associazione albergatori, Paolo Corchia: «Siamo soddisfatti di questi risultati, anche se francamente si potevano raggiungere in tempi più contenuti. Del resto la riqualificazione è la forma di promozione più importante che abbiamo. Il fatto, poi, che abbiano aderito alla Variante ben 27 strutture alberghiere cittadine la dice lunga sulle necessità del settore e del patrimonio ricettivo cittadino, ma sottolinea anche come, una volta partiti i lavori previsti, ci sarà un importante ritorno in tema di occupazione. Resta, è vero - continua Corchia - una difficoltà diffusa sul credito bancario, anche se abbiamo già instaurato rapporti con quale Banca locale, ma soprattutto, adesso, auspichiamo che l’ente locale faccia il suo dovere semplificando e snellendo al massimo le procedure burocratiche e considerando anche gli oneri urbanistici per permettere a chi sarà in condizioni di poter iniziare i lavori di ristrutturazione già al più presto».
Angelo Petri
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