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Scoppia il caso nomina di Iascone

Contrari sindacati e Rsu, che criticano anche l’assessore Servetti

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VIAREGGIO. La nomina di Potito Iascone, ex comandante della polizia municipale a consulente del sindaco per lo stesso settore che ha guidato in passato, scalda i sindacati del pubblico impiego. Iascone, che ha scelto un ex comandante del Corpo come proprio segretario, si è già installato nell’ufficio che fu di Vincenzo Strippoli, al Comando di piazza San Francesco. Il comandante Giuseppe Bertolucci mantiene, invece, il proprio ufficio a Palazzo delle Medee, visto che è anche dirigente del Suap. «Una nomina come quella di Iascone non è prevista da nessuna normativa», sottolinea la Cisl-Funzione pubblica. La Rsu aziendale ha diffuso un documento interno duro contro la nomina e la coordinatrice, Cristina Ceragioli, sottolinea: «Il dottor Iascone ci ha chiesto un incontro, al quale ho dovuto rispondere negativamente. Perché non è nessuno dei soggetti che la Rsu è titolata a incontrare».

Mentre esplode un vero e proprio “caso” Iascone, ieri mattina chi lavora in Municipio non ha affatto gradito le esternazioni dell’assessore al personale, Laura Servetti, in occasione dell’incontro con sindaco e Giunta alla Festa della Federazione della sinistra.

La Cisl-Funzione pubblica rimarca come negativo il fatto che i sindacati non abbiano avuto notizia alcuna della macrostruttura che ieri l’assessore ha portato in Giunta. E Cristina Ceragioli replica netta alle dichiarazioni di Servetti: «I dipendenti del Comune non sono lo spot elettorale di nessuno. Ed, inoltre, la campagna elettorale è finita. Un datore di lavoro serio - e l’amministrazione comunale è un datore di lavoro - decide quali sono i suoi programmi e indica ai suoi tecnici quali sono i progetti da portare avanti. Mi sembra che qui manchi il passaggio della decisione comune su come si fa a raggiungere gli obiettivi».

Le parole dell’assessore Servetti non hanno risparmiato niente: dai tagli ai premi e alle indennità, all’indicazione di una necessità di maggior controllo del «chi entra e chi esce». Anche su questo interviene Ceragioli, a nome della Rsu: «Sul chi entra e chi esce il sindaco dovrebbe prima dare spiegazioni sul personale che ha assunto part time nel proprio staff. E ci sono altri contratti sui quali l’amministrazione dovrebbe dare spiegazioni, dalla biblioteca al teatro Jenco». Anche Ceragioli sottolinea il fatto che la Rsu «non ha in mano alcun progetto relativo alla riorganizzazione dell’Ente» e aggiunge: «Mi stupisce Servetti, che è un politico e non un tecnico, possa andare sul palco delle festa di una forza politica di sinistra a prendere degli applausi parlando dei dipendenti pubblici come è stato riportato dalla stampa...». (d.f.)

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