Il Tirreno

Versilia

Nulli i contratti per le case senza attestato energetico

di Matteo Tuccini

Giro di vite sulla certificazione dei consumi delle abitazioni in vendita o in affitto Senza documento l’affare va in fumo. E si rischiano multe fino a 18mila euro

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VIAREGGIO. Un affare va in fumo perché manca un foglio. L’incubo di tanti può diventare realtà, con le nuove norme sull’obbligo di certificazione energetica degli immobili. Secondo cui il contratto di vendita o di affitto della casa viene annullato, se nella documentazione manca l’Attestato di prestazione energetica.

È questa la novità più clamorosa del giro di vite scattato da pochi giorni - il 4 agosto - e che fa diventare il certificato energetico parte fondamentale nella conclusione di un affare immobiliare. Al punto che, se questa perizia non è allegata, la compravendita o la locazione sono nulli. E al proprietario, all’eventuale mediatore e anche al tecnico si fanno multe salatissime: fino a 18mila euro.

Che cosa cambia. Attenzione: il documento richiesto non è il vecchio Ace (Attestato di certificazione energetica), obbligatorio da tempo anche negli annunci immobiliari. Quello indicava solo i consumi legati al riscaldamento invernale. Il nuovo documento si chiama Ape (Attestato di prestazione energetica) e misura, oltre al riscaldamento nei mesi freddi, anche la climatizzazione estiva, la produzione di acqua calda sanitaria, la ventilazione e l’illuminazione. Ovviamente, è indicata anche la classe energetica dell’immobile, che va da A a F e deve essere sempre pubblicizzata, anche negli annunci.

Il costo della perizia. La novità viene introdotta dalla legge 90 del 2013, che recepisce la direttiva europea 31 del 2010. In questa legge si indica la necessità di informare in maniera adeguata l’eventuale acquirente o inquilino su quanto consuma la casa, e sulle migliorie che si possono fare nel caso. Quanto costa una perizia del genere? Fatti salvi i furbi (leggi box) che propongono a cifre basse documenti che poi rischiano di mettere nei guai il privato, si parla di cifre comunque non inferiori ai 200 euro. La deve sottoscrivere un professionista abilitato: in parole povere, non basta essere geometri o ingegneri, ma serve la frequentazione di un corso di formazione. La validità? Dieci anni.

Chi deve stare attento. Per i proprietari di immobili in vendita o in affitto, che di questi tempi fanno fatica a trovare una controparte, è un campanello d’allarme importante da tenere d’occhio. E anche, diciamolo francamente, una bella scocciatura. Tra l’altro, sembra che l’Ape venga richiesto anche in caso di cessioni parziali (ad esempio comproprietà) o donazioni. Mentre non è chiaro se chi possiede già la vecchia Ace possa evitare di rifare la perizia, e quindi spendere altri soldi. L’impressione è che è meglio chiedere una consulenza per evitare brutte sorprese.

Cosa si rischia. Il proprietario che vende senza attestato di prestazione energetica rischia, oltre alla nullità del contratto, una multa minima di 3mila euro e una massima di 18mila. Chi invece affitta senza aver prodotto il documento può essere sanzionato da un minimo di 300 a un massimo di 1.800 euro. Anche le agenzie possono essere multate se pubblicano annunci privi dell’Ape, da un minimo di 500 a un massimo di 4.200 euro. Mentre il progettista che firma una falsa attestazione può essere stangato fino a 4mila euro. I controlli, secondo quanto riporta la legge, sono della Regione, che probabilmente si affiderà ai Comuni e alle polizie municipali come già avviene per attività simili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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