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Nautica, speranze appese al filo dei prossimi saloni
La Fiom-Cgil: imprese che lavorano per Benetti a Livorno chiedono la cassaintegrazione. E per gli altri non va meglio
VIAREGGIO. Quel cartello sul cancello del cantiere CodecasaDue non è passato inosservato: chiuso dal 26 luglio al 2 settembre. La grande nautica viareggina guarda con il cuore pieno di speranza ai saloni nautici che seguiranno all’estate: Cannes, Montecarlo e Genova. Che si siano fatte ferie lunghe che la Darsena non ricordava o che si sia lavorato perché ormai le barche vanno prese quando ci sono, il tam tam delle Darsene non racconta buone notizie. E la conferma arriva dall’osservatorio privilegiato che è la Fiom-Cgil: «In questi ultimi tempi - racconta Lamberto Pocai, segretario generale provinciale - abbiamo visto imprese che lavoravano su Livorno per Azimut-Benetti annunciare il ricorso alla cassaintegrazione a causa del rallentamento dell’attività produttiva».
Oltre alle cassaintegrazioni già in atto, più di una ormai in essere anche da qualche anno, ci sono quelle che “scoppieranno” in autunno. Dopo che i cantieri avranno fatto i conti con gli ordinativi realmente “in pancia”. Tra le situazioni che hanno aggiornato la verifica delle proprie condizioni c’è quella del prestigioso marchio Perini Navi, nomi tra i più famosi in tutto il mondo. L’azienda ha avviato nell’aprile di quest’anno i contratti di solidarietà: «In questo momento - continua Pocai - ci sono una barca a La Spezia e una a Viareggio. C’è da capire se i volumi produttivi riorganizzati possono garantire il persistere dei contratti di solidarietà. Avevamo chiesto un incontro con l’azienda che ha scelto di rinviare a dopo il salone di Montecarlo. Al momento, però, non c’è alcuna ipotesi di cassaintegrazione, nè ufficiale né ufficiosa».
Il sindacato non si fa illusioni e parla apertamente di situazione di stagnazione con tendenza al peggioramento. L’attività in corso non offre di per sé grandi margini», insiste Pocai. Che, nel caso non fosse stato sufficientemente chiaro, aggiunge: «A settembre ne vedremo delle brutte...».
Per chi mastica nautica dall’altro fronte, quello dei grandi marchi che hanno reso famosa Viareggio in tutto il mondo, tre sono i problemi del settore e due di questi sono locali. Il primo, invece, è un problema nazionale: «Se sei ricco sei un farabutto», racconta il porto tra cantieri e banchine. Gli altri due fronti su cui combattere sono, invece, un che fare della portualità cittadina che attende risposte da infinito tempo, preferendo un vada come vada un po’ senza regole all’interno del quale tutti possano sguazzare; ed una questione generazionale che incombe, visto che tutti i “patron” storici della cantieristica navale veleggiano ormai dai 70 anni in su.
Alla prima delle questioni locali sta mettendo mano l’Autorità portuale di fresco insediamento che è al lavoro per la definizione dei regolamenti delle banchine e degli approdi. Ormeggiare nel porto viareggino dovrebbe diventare un po’ meno complicato. Anche se sulla Darsena si abbatterà a breve la conclusione delle indagini avviate dalla Procura di Lucca proprio in materia di concessioni per gli ormeggi ed i servizi relativi.
Il porto cittadino è arrivato ad un punto di svolta: questa è l’unica certezza. Svolta senza la quale non ci sono possibilità di ripresa. Ed un ruolo importante in questa svolta non potrà che averlo - e gli operatori della Darsena se lo aspettano - la nuova amministrazione comunale chiamata a fare scelte importanti. Amministrazione che ha scelto di non avere un assessore alle attività portuali competente in materia e della quale si nota già una tendenza a muoversi pensando che tanto ormai il “boccino” è in mano all’Autorità portuale... E non è esattamente così.
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