Meteo
Corteo in bici tra i locali «Non c’è solo l’alcol»
VIAREGGIO. Contarle tutte è impossibile. «Siamo almeno cinquecento», dicono gli organizzatori. Di certo il colpo d’occhio regalato sabato sera dal fiume di biciclette che hanno partecipato a “Una...
VIAREGGIO. Contarle tutte è impossibile. «Siamo almeno cinquecento», dicono gli organizzatori. Di certo il colpo d’occhio regalato sabato sera dal fiume di biciclette che hanno partecipato a “Una notte da pedoni” è stato qualcosa «che a Viareggio non si era mai visto», dice una ragazza quando il corteo attraversa la passerella sul lungo molo, diretto verso il Caffè Shelley, terza tappa della pedalata.
Un’invasione pacifica della città a cui a Viareggio è abituata solo a Carnevale. E in effetti la musica che accompagna la festa non è diversa da quella delle feste rionali.
In tanti hanno organizzato mascherate di gruppo per vincere il premio per la maschera più bella (premiata il 18 agosto durante la serata speciale al Bagno Arizona), e non manca neppure la cartapesta: un carrarmato che spara coriandoli dal cannone guida il gruppo, lasciando una scia di musica che trascina il corteo tappa dopo tappa.
Tra i tanti ciclisti spuntano anche i fratelli Stefano e Umberto Cinquini. Perché lo spirito di “Una notte da pedoni” non è poi così diverso da quello dell’antico Carnevale. Spensieratezza, voglia di stare insieme in un modo diverso dal solito sabato, saltando in sella a una bicicletta per riprendersi un po’ la città, strangolata da divieti. Tutto in sicurezza, senza inquinare, facendo beneficenza (il ricavato della vendita delle magliette, più di 500 a 10 euro, sarà devoluto all’associazione Dynamo Camp che si occupa di malattie infantili). L’alcol c’è, ma secondo gli organizzatori non c’entra con lo spirito della serata. L’onda che parte alle 20 dal Chiringuito cresce, metro dopo metro, mette un po’ d’apprensione ai cinque organizzatori: «Chi si aspettava una partecipazione del genere, l’anno scorso eravamo in duecento, quest’anno chi lo sa. Speriamo vada tutto bene». Alla fine sembra che vada proprio così. Tutte e sei le tappe (Chiringuito, The Club, Caffè Shelley, Bar OK, Sa Playa e Teresita) vengono toccate senza problemi, un’ora ciascuna: bere qualcosa, ballare e poi in sella diretti alla prossima, fino alla meta finale: il bagno Teresita, dove i ciclisti arrivano alla spicciolata, accolti dalla musica dei dj del So Sixties. Nessun intoppo, nessun problema al traffico.
Ogni volta che il corteo abbandona il posto, gli organizzatori aprono i sacchi e ripuliscono, dando una mano ai gestori. In piazza Shelley, alle 23 e 30, arrivano due vigili urbani: «Abbiamo ricevuto una chiamata, ripulite un po’ la piazza, ragazzi, e nessun problema».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
