Il presidio
I commercianti: assemblea per uscire dall’area del Parco
TORRE DEL LAGO. Un’assemblea generale «per considerare seriamente l’estrema e dolorosa scelta di non volere più fare parte della geografia del Parco se l’Ente non eliminerà gli assurdi balzelli che...
TORRE DEL LAGO. Un’assemblea generale «per considerare seriamente l’estrema e dolorosa scelta di non volere più fare parte della geografia del Parco se l’Ente non eliminerà gli assurdi balzelli che impediscono lo sviluppo del paese e vietano le libere scelte di imprenditori che vi hanno investito fior di milioni, generando ricchezza e posti di lavoro». Certo, non saranno gli imprenditori a poter scegliere se uscire dal Parco o meno. Ma l’associazione Torre Viva racconta di fare sul serio: «Non ci fermeremo e andremo fino in fondo, ricorrendo se sarà il caso a mobilitazioni, proteste di massa nelle sedi di Comune, parco e Regione, sino all’ingrata scelta di disertare ogni tipo di elezione».
Il Parco - spiegava il presidente Fabrizio Manfredi - «esiste perchè esiste un ambiente naturale». All’intero del quale, però, dieci anni di amministrazioni del centrosinistra (delle quali Manfredi è stato assessore all’urbanistica) hanno consentito a tutti di lavorare, fare musica, spettacoli, estati di quelle che si ricordano. Poi tra incapacità di scegliere dell’amministrazione di centrodestra, azioni della Procura, e crisi la situazione della Marina di Torre del Lago è precipitata fino a quella che la foto che ripubblichiamo racconta alle 14 di un mercoledì d’agosto. Con l’epilogo di questi mesi che ha visto dodici eventi annullati mentre l’unico ballo ad andare in scena è stato quello della burocrazia. Inevitabile, in questo contesto, che gli animi si riscaldino.
Così l’associazione Torre Viva ha deciso di «convocare tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre l’intera cittadinanza torrelaghese e tutti coloro che considerano la presenza del Parco un insopportabile giogo». Per ribadire con forza che «non vi potrà essere futuro, non solo sulle nostre spiagge ma nell’intero comprensorio torrelaghese e non solo, se non saranno concordati con il Parco altri criteri di valutazione per la Macchia lucchese e per tutti coloro che vi operano con impegni e rischi insormontabili».
Se così non sarà, per le attività della Marina «sarà la completa rovina». La decisione dell’associazione «non è frutto né di avventatezza, né di insubordinazione, ma di una tangibile disperazione e della consapevolezza di aver perso ogni speranza. Se Comune, Parco, Regione e Procura - conclude il lungo comunicato dei commercianti - avessero l’intenzione di contattarci per saperne di più, Torre Viva sarà civilmente, cortesemente ma decisamente a disposizione». (d.f.)
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