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Gli scout del Lido adottano la Pinetina di via Trieste
Firmato un accordo di collaborazione con il Comune «Il nostro obiettivo? Far rivivere uno spazio degradato»
VIAREGGIO. Gli scout di Lido adottano la pinetina di via Trieste. Uno dei luoghi simbolo di Lido di Camaiore - per generazioni di ragazzi un ritrovo dove giocare a pallone o anche solo scambiare quattro chiacchiere su una panchina, ma ormai da tempo in stato di degrado - tornerà agli antichi splendori grazie ai quasi cento boy scout dell’Agesci che fanno capo alla parrocchia del Sacro Cuore.
L’accordo di collaborazione fra l’amministrazione comunale e gli scout è stato firmato pochi giorni fa. E, a titolo sperimentale, andrà avanti per un anno. A titolo assolutamente gratuito, i 42 lupetti, i 36 ragazzi del reparto e tutti i componenti della comunità capi (in tutto poco meno di cento scout) si sono assunti l’impegno di tenere pulita e ordinata la pinetina. «Il nostro impegno però non vuol limitarsi a svuotare i cestini o a tagliare l’erba - spiegano Massimo Pellegrini e Ilaria Van Praag a nome di tutti gli scout del gruppo Lido 1 - ma vorremmo innanzitutto recuperare e rendere visibile uno degli angolo a cui i lidesi sono affezionati e che invece negli ultimi tempi era stato abbandonato a se stesso ed era diventato un luogo di spaccio di droga».
L’obiettivo degli scout è dunque quello di far rivivere la Pinetina organizzandovi parte delle attività dell’associazione: feste, celebrazioni, iniziative. «Vorremmo riportarci gente, a cominciare dalle famiglie. Prima di firmare l’accordo di collaborazione con il comune abbiamo anche voluto incontrare gli abitanti della zona proprio per coinvolgerli in questa che vuol essere qualcosa di più di una semplice manutenzione di un parco urbano».
L’altro grande obiettivo degli scout, poi, è quello di responsabilizzare i ragazzi: «Affidare loro il compito di curare la Pinetina significa anche alimentare un senso civico nei confronti della città nella quale si abita. Sperando che tutto ciò divenga contagioso anche al di fuori del gruppo degli scout». Con la speranza - che è poi quella della filosofia scout - di lasciare il mondo in cui si vive un po’ migliore rispetto a quello che si è trovato. In bocca al lupo, allora.
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