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Burlamacco incontra Santhià
Il Carnevale piemontese, datato 1328, si lega a quello di Viareggio
VIAREGGIO. Il Carnevale amplia i propri confini e arriva in Piemonte. È stato ufficializzato ieri mattina il gemellaggio con l'analoga manifestazione di Santhià, località di neanche novemila anime in Provincia di Vercellli, dove si svolge uno dei più antichi d'Italia, datato almeno 1328. Quella tra i due eventi è una collaborazione che trae le sue radici da molto lontano. Negli anni '80, infatti, il carrista piemontese Gianni Franceschina bazzica Viareggio per imparare l'arte della cartapesta da Giulio Palmerini.
«Questo è un gemellaggio che deve portare risultati concreti - commenta un raggiante Alessandro Santini, presidente della Fondazione Carnevale - e la collaborazione non si deve fermare qua. Dobbiamo iniziare un cammino insieme».
Se la manifestazione di Santhià si appresta a festeggiare gli ottocento anni, quella di Viareggio ne ha compiuti quest'anno centoquaranta. Fabrizio Pistono, presidente della Pro Loco di Santhià che si occupa ogni anno di organizzare il Carnevale, è visibilmente emozionato: «Il Carnevale crea amicizia. In tempi magri, questo tipo di collaborazione è molto importante». Burlamacco e Ondina tengono in alto il protocollo del gemellaggio firmato dai due presidenti. Il brindisi con Stevulin e Maiutin, le due maschere di Santhià, sancisce ufficialmente il patto di collaborazione. Da oggi in poi, i due Carnevali non cammineranno più soli.
Matteo Garavoglia
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