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Inchiesta sugli approdi: sentito anche Codecasa
L’avvocato della storica azienda nautica: ascoltati come persone informate dei fatti La chiusura delle indagini aperte del pm Origlio è attesa per la fine del mese
VIAREGGIO. Un fantasma si aggira per il porto e non è quello della defunta gara per aggiudicarsi di costruire quell’approdo turistico che rischia di restare un sogno. Il fantasma è quello dell’inchiesta della Procura sul sistema di concessioni a bordo Darsene: banchina, colonnine dei servizi, catenarie. Il fascicolo è nelle mani del sostituto Procuratore Fabio Origlio che per le indagini ha delegato la compagnia provinciale dei carabinieri. Poco prima delle fine di agosto, quando Origlio rientrerà dal periodo di ferie, sono attesi gli avvisi di garanzia.
Radio-banchina, in questi giorni, batteva con insistenza la notizia che tra i destinatari vi fossero anche esponenti di uno degli storici cantieri della nautica viareggina: quel Codecasa che è strettamente legato alla Guardia costiera per il gran lavoro di costruttore di motovedette che ne costituisce un tratto distintivo. Non poteva esservi verifica migliore dell’andare direttamente alla “fonte”, in questo caso l’avvocato Alberto Consani, legale dell’azienda viareggina. «La nostra posizione - spiega Consani - è quella di persone informate dei fatti. Non abbiamo avuto neppure il più lontano sentore di avvisi di garanzia e non mi sembra che ci possano essere problemi in questo senso».
L’avvocato risponde fermo e cortese anche alla domanda su eventuali sequestri che possano essere stati fatti in azienda: «Hanno preso tre fogli tre: pochissimo materiale, non più di qualche fattura».
In questi mesi di estate non sono certo passati inosservati i movimenti entro/esco che i militari dell’Arma hanno effettuato a carico di numerose realtà del porto. E molto è il materiale sequestrato, tra documentazione cartacea e contenuti informatici.
Tra le notizie circolate anche quella che l’inchiesta abbia riguardato un maresciallo della Capitaneria, già destinato ad altro incarico, ed uno dei tre civili che la Guardia costiera conta tra i propri dipendenti. Da sottolineare il fatto della disponibilità che il comandante Pasquale Vitiello ha dimostrato - su questo difficile terreno - perché si arrivi a fare piena luce su tutti gli aspetti dell’indagine destinata a chiudersi a breve.
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