Il presidio
Treni impazziti tra Lucca e Viareggio
Ieri un altro convoglio soppresso per ritardo eccessivo Le Ferrovie: fermandolo si sono evitati ulteriori disagi
LUCCA. Il treno da Firenze per Viareggio arriva alla stazione di Lucca con venticinque minuti di ritardo. Trenitalia decide di non farlo ripartire: trattandosi di un regionale che ripete sempre la solita tratta andata e ritorno, la corsa sarà fatta riprendere (ma in direzione Firenze) nell’orario in cui il convoglio sarebbe dovuto arrivare a Lucca dopo la sosta a Viareggio. È successo ieri mattina alle 9 e l’effetto immediato della disposizione di Trenitalia è stato il caos in stazione. Della quantità di persone scese dal convoglio che non ha proseguito (secondo Trenitalia un centinaio, secondo chi è rimasto coinvolto nella spiacevole vicenda, almeno trecento) solo in cinquanta sono potute salire sul pullman sostitutivo che Trenitalia aveva organizzato nel frattempo. Gli altri passeggeri, per recarsi a Viareggio, hanno dovuto aspettare il convoglio successivo, il regionale 3048 con partenza da Lucca alle 9,30. Ma quello di ieri mattina è solo l’ennesimo dei disagi che da tempo immemore si registrano sulla sfortunata linea Firenze Viareggio e ritorno.
Treni soppressi all’ultimo momento (vedi quello delle 15,10 da Viareggio per Lucca non più tardi di domenica), treni in ritardo cronico la sera da Lucca per Viareggio (esempio: quelli delle 20,30 e 21,30, che raramente arrivano a Lucca in orario). Per Trenitalia, la risoluzione del blocco del regionale che ha accumulato troppo ritardo non è una misura estemporanea ma una linea sposata con chiaro intento: fermando il treno lì dove è arrivato con grosso ritardo e facendolo ripartire in orario per il viaggio di ritorno, viene spiegato, si provoca disagio a un solo gruppo di viaggiatori. Se il convoglio invece proseguisse, con il ritardo accumulato passibile di aumentare strada facendo, finirebbe per creare problemi a una quantità ben maggiore di passeggeri: tutti quelli che incontrerebbe alle singole fermate.
In particolare, il convoglio che ha creato il caos ieri mattina a Lucca (partito da Firenze Santa Maria Novella alle 7,10, sarebbe dovuto essere in stazione a Lucca alle 8,29, invece ci è arrivato alle 9) ha accumulato ritardo nelle tratte precedenti (ha fermato a Prato e Pistoia). Quando ci si è accorti che il ritardo diventava insostenibile - questa la versione di Trenitalia- il capotreno ha avuto l’ordine di contare i passeggeri per organizzare il trasporto sostitutivo col bus. Ma la quantità di viaggiatori è stata sottostimata: erano molti più dei «meno di cinquanta» come era stato comunicato. Caso chiuso per Trenitalia (e ai viaggiatori non spetta il rimborso del biglietto perché il ritardo non superava i sessanta minuti). Ma il problema è a monte: su una linea ferrata a binario unico, com’è la tratta da Pistoia a Viareggio, è quasi impossibile che quotidianamente non si verifichino problemi, legati al treno, all’infrastruttura o a cause esterne che sia. Anche una piccola criticità, dice Trenitalia, tra una fermata e l’altra si amplifica, così il ritardo cresce. E i treni vengono soppressi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
