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Rubò tele di Chini e Nomellini Smascherata giovane badante
Clamorosa svolta nelle indagini su un grosso furto nella casa di un ricco collezionista d’arte A far sparire una decina di dipinti di valore era stata la donna che accudiva l’anziano proprietario
VIAREGGIO. Dalla casa-museo della vedova di un ricco collezionista d'arte, un paio di anni fa, erano spariti una decina di dipinti di pittori del calibro di Moses Levy, Plinio Nomellini e Galileo Chini. Adesso, dopo mesi di indagini coordinate dal pm Elena Leone, chi aveva trafugato quelle opere d'arte è stata scoperta.
Si tratta di una delle italianissime badanti dell'anziana derubata – una donna poco più che trentenne residente a Camaiore – adesso indagata a piede libero per furto aggravato. Sarebbe stata lei, secondo le prove raccolte dagli uomini del commissariato di polizia di Viareggio, ad aver portato via i dieci preziosi dipinti appesi alle pareti della sua abitazione di via Leonardo da Vinci a Viareggio.
Ma, come hanno scoperto i poliziotti, nel tempo la giovane badante avrebbe portato via anche oggetti d'oro e argenteria che la donna custodiva nella cassaforte della casa. Una parte della refurtiva (circa la metà dei quadri più altri oggetti di cui si era impossessata) è stata fortunatamente recuperata. Altri dipinti, invece, sono al momento introvabili. Anche se la caccia al loro ritrovamento è tutt'altro che chiusa.
Il grosso furto d'arte risale all'estate di due anni fa. Ad accorgersi che dalla casa-museo mancavano dei quadri importanti della collezione di famiglia furono le figlie dell'anziana vedova del collezionista, un importante funzionario di banca appassionato d'arte deceduto da alcuni anni. Non vedendo più alcuni quadri appesi alle pareti (fra cui un preziosissimo dipinto di Giovanni Fattori a cui erano affezionate), le figlie si sono immediatamente insospettite. Ed hanno fatto un controllo dall'inventario dei quadri di proprietà del padre. Nei giorni successivi il Fattori in questione è misterioramente riapparso. Non altrettanto, però, è accaduto per il resto dei dipinti. Le figlie hanno così segnalato le strane sparizioni alla polizia. E, con grande discrezione, sono iniziate le indagini.
Non trovando segni di effrazione a porte e finestre e non essendo scattato l'allarme di cui è dotata la casa, gli investigatori hanno indirizzato i loro sospetti sul personale in servizio all'interno della casa. E, in particolare, su una delle tre badanti dell'anziana donna, assidua frequentatrice di compro oro. Così, durante una perquisizione a sorpresa nella sua abitazione di Camaiore, gli agenti hanno trovato la chiave della cassaforte della casa dove lavorava e parte dell'argenteria rubata proprio da dentro la cassaforte. A quel punto gli agenti hanno messo alle strette la donna e sono spuntati anche parte dei dipinti rubati, reperiti in alcuni negozi di antiquariato e di restauri d'arte della Toscana.
La badante infedele è stata indagata a piede libero per furto e la parte di refurtiva recuperata sarà riconsegnata alla famiglia derubata (nello specifico alle due figlie, visto che nel frattempo è deceduta anche la vedova). Ma l'indagine sembra essere tutt'altro che chiusa, visto che gli inquirenti sono convinti che la badante abbia agito con la complicità di qualcuno esperto del settore. Per il quale potrebbero presto scattare dei provvedimenti.
@ClaVecoli
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