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Con due giovani ristoratori rinasce l’ex “Meglio di Jo”
VIAREGGIO. Prodotti stagionali e a chilometri zero. In tavola solo il pesce acquistato la mattina in porto. E (curiosità) una telecamera che riprende lo chef mentre prepara il piatto: una specie di...
VIAREGGIO. Prodotti stagionali e a chilometri zero. In tavola solo il pesce acquistato la mattina in porto. E (curiosità) una telecamera che riprende lo chef mentre prepara il piatto: una specie di “Prova del cuoco” al ristorante.
Con queste e altre idee lo chef torrelaghese Donato Fambrini - 36 anni, di cui la metà di esperienza sui locali delle Marine - e la moglie Veria Cavallaro hanno aperto il loro ristorante in via Paolina, là dove un tempo c’era “Il meglio di Jo” di Gionata Rossi. Lo chiameranno, anzi lo chiamano - il locale è già stato inaugurato e apre ufficialmente ai clienti domani sera - “L’albero del mare”. Il nome lo ha coniato il figlio Axel, 4 anni, inserito di diritto nello staff nel ruolo di “incasinatore”. «Il titolo rappresenta bene, secondo noi, l’idea di base che ci ha portato a fare scelte selezionate - spiega Fambrini, che si è anche candidato alle ultime elezioni comunali nel movimento Nuovo mondo - In sostanza, nel nostro menù non si trova tutto, come avviene di solito, ma solo il prodotto di stagione e proveniente dalle nostre zone. Una decisione che abbiamo preso e di cui andiamo fieri, grazie all’accordo con Coldiretti. Anche per quanto riguarda il pesce la filosofia è la stessa: al mattino andiamo ad acquistare il pescato e la sera (l’apertura è solo 19-24, ndr) lo mettiamo a disposizione dei clienti, che possono guardarlo e sceglierlo come in pescheria. In sostanza, proporremo e cucineremo quello che offre il mare». Di conseguenza, nel menù saranno indicati solo antipasti e primi, tutti con nomi riferiti rigorosamente alla città (c’è anche un piatto Gaber). «Chi vuole il secondo, come detto, non ha che da guardare cosa c’è a disposizione e scegliere». Vini locali, pane e dolci di produzione propria. E i prezzi? «Bisogna tenerli contenuti, non si può fare altrimenti - conclude Fambrini - antipasto, primo e una bottiglia d’acqua si prendono con 20 euro. Il coperto non si paga. Bisogna essere matti per aprire un locale, ma non si può esserlo fino in fondo...». (m.t.)
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