Il Tirreno

Versilia

Giannessi denuncia «Guerra tra balneari per colpa di Lucca»

di Matteo Tuccini
Giannessi denuncia «Guerra tra balneari per colpa di Lucca»

Il leader della categoria fa appello alle associazioni versiliesi «Non devono trasferirsi sotto il simbolo di Confcommercio»

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VIAREGGIO. È Graziano Giannessi, titolare del bagno Nettuno e leader dei concessionari viareggini, a far saltare il tappo sulle tensioni che ribollono tra gli ombrelloni. Da giorni si parlava di una guerra in corso tra gli stabilimenti balneari versiliesi, che avrebbe avuto l’obiettivo proprio di... defenestrare lo stesso Giannessi. Il cui ruolo - nel rappresentare la categoria nei tavoli istituzionali a Firenze e a Roma - non è proprio apprezzato al di là della Fossa dell’Abate. Ma finora ci si era limitati alle voci, che parlavano di riunioni e di confronti. E nulla più.

Così Giannessi decide di giocare d’anticipo e di mettere la questione sul tavolo. Sapendo benissimo che le sue parole faranno arrabbiare qualche collega, e non solo. «So che ci sono in corso delle manovre - afferma - perché i balneari passino interamente sotto l’egida di Confcommercio-Lucca. Annullando in pratica il ruolo delle associazioni versiliesi (quelle che riuniscono i balneari di ogni Comune del litorale, ndr)». Tra queste, ovviamente, c’è anche l’Ascom di Giannessi, associazione che dopo uno scontro tra lui e i vertici provinciali di Confcommercio si è staccata dalla casa madre. Un distacco non certo indolore. E il titolare del Nettuno, quindi, vede il rischio di una campagna acquisti a suo danno, visto che Ascom aspira a rappresentare i bagni non solo di Viareggio, ma dell’intera Versilia.

«A mio parere, sarebbe un grave errore cedere alle lusinghe lucchesi - dice Giannessi - rischiamo di perdere la nostra indipendenza e la capacità di difenderci nel modo che riteniamo più opportuno, visto che solo noi conosciamo bene la situazione in cui siamo. Non credo, con tutto il rispetto per i colleghi imprenditori, che chi ha un’attività in tutt’altro campo possa conoscere a fondo le nostre problematiche, e tutelarci come abbiamo bisogno». Il riferimento è alla direttiva Bolkestein, con la messa all’asta delle spiagge, al problema degli espropri e a tutte le altre tempeste che girano periodicamente sui bagni.

Ora non resta che attendere la reazione delle associazioni balneari, che certo non gradiranno questo sasso nello stagno. Giannessi, non è un mistero, è una figura che divide. E ora sembra di essere arrivati a qualcosa di simile a una resa dei conti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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