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Chi è a favore chiede «un bel canniccio»
«Non so nulla». Il commento, laconico, giunge a più voci. Che si tratti di un turista di passaggio, di un gruppo di anziani boccheggianti sotto un albero o un residente della zona, pare che il...
«Non so nulla». Il commento, laconico, giunge a più voci. Che si tratti di un turista di passaggio, di un gruppo di anziani boccheggianti sotto un albero o un residente della zona, pare che il problema della rete non sia mai esistito.
Sarà la presenza delle bandiere di Rifondazione comunista mosse dalla leggera brezza marina o quella del gruppo pro-rete situato a una ventina di metri di distanza, ma la voglia di parlare non è molta.
Tra chi vuole dire la sua, invece, la maggioranza opta per l'abbattimento della rete.
«È una scelta sbagliata, quasi vergognosa - commenta Corrado Guicciardi, residente a Seravezza - si è scelta la soluzione peggiore».
Il giovane Luca Albori è di Massa, ma è venuto apposta nella capitale estiva del turismo d’elite per dire la sua: «Non si tratta di un problema di ordine pubblico, ma di civiltà. La rete non favorisce l'arricchimento culturale, anzi, aggiunge ulteriori barriere a quelle che ci sono già».
Il problema del degrado del pontile tocca anche i turisti di passaggio. «È una vergogna, sono contraria - commenta una signora in vacanza sul litorale versiliese - la libertà della gente non si può limitare».
I pro-rete, anche se in netta minoranza, non mancano.
«Sono d'accordo con la rete - precisa un anziano - là sotto è diventato un gabinetto. Come si fa a mandarli via? ».
Un gruppetto di giovani confabula all'inizio del pontile. Tra lo stupito e lo sconcertato, c'è chi afferma: «Altro che rete, io avrei messo un bel canniccio grosso».
(Matteo Garavoglia)
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