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Contratti-trappola, boom di denunce su gas e telefonia

Contratti-trappola, boom di denunce su gas e telefonia

VIAREGGIO. «Salve, vuole pagare meno la sua bolletta?». Ogni giorno ci sentiamo rivolgere questa domanda da un promotore di un’azienda fornitrice di servizi, ad esempio gas o telefonia. Domanda che...

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VIAREGGIO. «Salve, vuole pagare meno la sua bolletta?». Ogni giorno ci sentiamo rivolgere questa domanda da un promotore di un’azienda fornitrice di servizi, ad esempio gas o telefonia. Domanda che ha una risposta ovvia: è chiaro che sì, tutti vogliono pagare meno. Ma spesso, a fronte di tariffe promesse come vantaggiose, si nascondono delle vere e proprie trappole. Che portano l’utente a dover pagare 400, 500 e a volte anche mille euro in fattura, invece degli sconti promessi, grazie a dei meccanismi subdoli. E così scattano i contenziosi.

Sono decine anche in Versilia le denunce alle associazioni dei consumatori contro i contratti-trappola. Nel mirino ci sono, soprattutto, le forniture di gas. Ma anche quelle dei servizi di telefonia. Una nota pasticceria della città è finita in questa rete e si è ritrovata con una maxi-bolletta da pagare, speditale da un’azienda concorrente della Telecom che però si era presentata come una branca interna alla nota compagnia «specializzata in consumi bassi». Mentre la Lega dei consumatori racconta di uno stabilimento balneare a cui era stata promessa una spesa di 45 euro in bolletta, che poi sono diventati 400 perché - contrariamente a quanto detto all’inizio - alcuni servizi offerti in aggiunta come gratuiti in realtà non lo erano affatto.

Ma come si muovono questi promotori che bussano alle porte di cittadini e aziende? Diciamo sul filo del rasoio. Non sono vere e proprie truffe, ma certo non si comportano in maniera corretta. Ad esempio, molti addetti affiliati a Enel Energia spiegano all’utente ignaro di voler soltanto «aggiornare il suo profilo» per fargli spendere meno. Chiedono, perciò, di vedere la bolletta e lì acchiappano il codice dell’utente che vi è riportato. In questo modo strappano, in maniera malandrina, i dati personali e fanno partire la richiesta di variazione del gestore. Che però, spiega la Lega consumatori, è una procedura lunghissima: possono passare mesi, in qualche caso anche un anno. Nel frattempo, il vecchio gestore stralcia l’utente dai propri clienti, ma continua a erogargli gas finché non avviene il passaggio tecnico, che come detto è piuttosto complicato, col nuovo fornitore. E così un’anziana di Viareggio si è vista recapitare in un colpo solo una fattura da oltre mille euro, perché il vecchio fornitore si è accorto che le aveva dato energia per quasi un anno senza inviarle bollette.

Come ci si può difendere quando si cade in questa rete? Entro 30 giorni, se non si vuole più il contratto, c’è il diritto di ripensamento. Altro strumento è la conciliazione, che permette di concludere in maniera positiva molti contenziosi. Per altre informazioni è possibile contattare la Lega consumatori al 366 9750650. (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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