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Cento posti a pagamento all’ingresso dell’ospedale
L’Asl ha deciso: metterà le strisce blu e col ricavato assumerà la sorveglianza Perciò la tariffa sarà più alta dei 50 centesimi al giorno previsti inizialmente
VIAREGGIO. Vuoi parcheggiare l’auto vicino all’ingresso dell’ospedale? Devi pagare. Questa è la convinzione maturata dall’Asl, che ormai ha deciso: l’unico modo per risolvere la questione del caos nell’area sosta del “Versilia” è dipingerne una parte di blu. E iniziare una vera e propria vigilanza in una zona dove oggi non esistono regole.
Come e dove si pagherà. Si parla di cento posti, forse centoventi: in pratica, tutta la zona vicina all’ingresso principale e fino all’obitorio diventerebbe a pagamento. Gli incassi - secondo l’idea dell’azienda sanitaria - verranno usati per assumere i vigilantes che dovranno occuparsi del servizio di sorveglianza. E questo è il motivo per cui la tariffa non sarà simbolica, come si era detto inizialmente (si parlava di 50 centesimi al giorno). Al momento non si possono fare ipotesi, ma è chiaro che si andrà dall’euro in su.
L’imbarazzo dei sindaci. La notizia, è chiaro, farà innervosire gli utenti che ogni giorno si recano all’ospedale. Ecco perché i sindaci della Versilia non hanno fatto salti di gioia, quando nell’ultimo vertice in prefettura hanno capito che l’Asl intende tirare dritto. La stessa azienda sanitaria, come ha detto più volte il direttore generale Brunero Baldacchini, non impazzisce all’idea di dover chiedere un obolo dopo oltre 10 anni di parcheggio gratis. Ma proprio l’inedia dei sindaci, che per anni non hanno saputo risolvere uno dei nodi logistici dell’ospedale, è il motivo per cui l’Asl non ha più intenzione di tirarla per le lunghe.
I problemi e i dubbi. Il caos che si crea ogni giorno di fronte al presidio ospedaliero di Lido, tra auto lasciate a casaccio e la presenza dei venditori ambulanti, è ormai insopportabile. A renderlo tale, soprattutto, è l’assalto continuo dei veicoli, spesso lasciati dietro le ambulanze e nei posti riservati ai disabili. Un malcostume che nessuno - dalla polizia municipale alle forze dell’ordine - ha mai controllato. E così si assiste a persone che abbandonano l’auto come in preda a un ictus, quando invece devono recarsi a una visita di controllo. Oppure si vedono i mezzi che portano malati e anziani costretti a manovre da pilota consumato, perché non riescono a passare. Poi c’è il fenomeno degli ambulanti, su cui si è sempre chiuso un occhio e forse anche tutti e due. La stragrande maggioranza di questi ragazzi non dà alcun problema. Ma molti di loro si accampano all’interno dell’ospedale, il che è illegale oltre che motivo di insicurezza per sanitari e pazienti. Poi c’è qualcuno un po’ troppo insistente, che spesso costringe a comprare l’anziano o la signora che si sente a disagio quando vengono avvicinati. A volte volano parole grosse e pure qualche spintone. Ci sono state aggressioni, risse. È vero che a pochi metri di distanza, all’Esselunga, la presenza delle guardie giurate non ha scoraggiato la presenza degli ambulanti. Ma, con tutto il rispetto, un supermercato non è un ospedale.
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