Il presidio
Soldi delle multe “spariti” chiesti i danni a ex comandante
Alcuni vigili urbani furono accusati (e poi condannati) di essersi intascati oltre 100mila euro Dopo 20 anni mancano ancora 26mila euro: così parte una maxi cartella di Equitalia
CAMAIORE. Oltre 100mila euro in multe spariti e probabilmente intascati da alcuni agenti della polizia municipale di Camaiore ( non più in servizio). Lo scandalo che esplose alla fine degli anni ’80 e che portò a una serie di condanne da parte della Corte dei Conti non ha ancora esaurito la sua scia: una dimostrazione del fatto che la giustizia in Italia viaggia con tempi quasi biblici. E così il Comune si trova adesso a dover versare 27mila euro nelle casse dell’erario. E per saldare questo debito fa inviare una cartella di Equitalia al comandante della municipale dell’epoca che, secondo la Corte dei conti, avrebbe dovuto vigilare sull’operato dei suoi sottoposti.
Il caso. Il caso esplose alla fine degli anni ’80 quando un consigliere comunale chiese di verificare i conti della polizia municipale (all’epoca i vigili potevano riscuotere direttamente le multe e gli attuali sistemi tecnolocici di controllo non esistevano). Dopo una verifica esplose il bubbone: secondo il Comune mancavano quasi 100mila euro per multe mai versate e bollettini già pagati fatti sparire: gli ammanchi risalivano agli anni tra il 1984 e il 1989.
La vicenda giudiziaria. Naturalmente partirono denunce alla Procura che portarono a processi e condanne. Anche la Corte dei Conti emise svariate sentenze in cui alla fine, si chiedeva la restituzione dei soldi mai versati. E a quanto pare gli strascichi si sono prolungati fino aoggi. Per i magistrati il danno maggiore fu provocato da due ex vigili Raffaele Citarella e Pasqualino Randazzo che avrebbero fatto sparire 143 milioni di lire (circa 74mila euro). Anche l’allora comandante Vincenzo Broccoli fu chiamato in causa e poi assolto dalle accuse personali (le persone coinvolte nella vicenda furono molte altre). Secondo la Corte dei conti però - Broccoli avrebbe dovuto controllare meglio l’operato dei suoi uomini (in questi casi si parla di “colpa in vigilando”).
Chi paga? Per questo omesso controllo Broccoli viene ancora chiamato a rispondere delle insolvenze da parte degli altri accusati, anche perché Citarella e Randazzo non hanno mai finito di saldare il loro debito. Prima la corte dei Conti gli chiede 27 mila euro. E poi, dopo una serie di ricorsi (siamo a maggio 2000) dimezza la somma dovuta, portandola a 13mila euro.
Nessuno paga. Così a distanza di oltre 20 anni dall’inizio della vicenda, il Comune deve ancora versare nelle casse dell’Erario i 13mila euro mancanti. Così la cifra è stata iscritta abilancio e una cartella di Equitalia da 26mila euro (raddoppiata per gli interessi) è stata inviata all’ex comandante.
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