Meteo
Movida, in arrivo altri sigilli in Darsena e alla Marina
Per le attività di Torre del Lago si passano al setaccio le immagini della Scientifica I gestori dei locali del divertimento notturno in sit in domani davanti al Comune
VIAREGGIO. Non è finita qui. Questa è l’unica certezza in merito alla “guerra” dei rumori e del ballo sulle Marine della movida viareggina. Dopo i sigilli al “Maki Maki” e “El Beso”, entrambi in Darsena, sul viale Europa, altri quattro provvedimenti sarebbero in arrivo: due per altrettanti locali della Marina torrelaghese, altri due per i locali della Darsena. In particolare le indagini della Procura si starebbero concentrando sulle attività del versante torrelaghese del divertimento notturno. Con tanto di acquisizione dei filmati della Scientifica e dei rapporti della polizia giudiziaria. Insomma, ne vedremo ancora delle belle.
Intanto, ieri pomeriggio, si sono riuniti i gestori dei locali delle due Marine, e tra questi vi erano anche i titolari delle attività che martedì si sono viste apporre i sigilli dalla polizia municipale che ha notificato loro il provvedimento della Procura. La decisione - spiega Regina Satariano, presidente del Consorzio Friendly Versilia - è quella di «un sit-in organizzato per venerdì mattina alle 11,30 sotto il Municipio». Non tutti, però, hanno sostenuto l’iniziativa: all’amministrazione del sindaco Betti si chiede ancora “facci sognare” e non è ancora rottura tra lista civica “Viva Viareggio Viva”, che esprime il silenzioso assessore al turismo Alessandro Augier, e amministrazione di centrosinistra. Anche se più di un mal di pancia già c’è.
La protesta sotto il Municipio - spiega Regina - ha lo scopo di sollecitare il Comune al confronto con la Regione, nella persona direttamente del presidente Enrico Rossi. Già. Perché l’amministrazione Betti avrebbe garantito un incontro già fissato con lo stesso Rossi. Incontro per il quale, in realtà, non c’è un data in calendario. A questa via di fuga starebbe lavorando il presidente del Parco, Fabrizio Manfredi. Il quale - dopo il rilascio da parte dell’Ente di un nullaosta agli eventi sulla Marina che riporta tre pagine su sei dedicate al parere contrario degli stessi uffici del Parco, ora cerca un “bagnino” a Firenze. Ignorando, forse, che altri provvedimenti della Procura sono in arrivo. A chiudere definitivamente l’estate della movida 2013.
«Il mondo è cambiato ed anche il modo di divertirsi», sottolinea Regina: «Vent’anni fa l’apericena nessuno se lo immaginava. Oggi perfino i ristoranti si organizzano in quel senso». Vent’anni fa si tornava a casa a mezzanotte, se si aveva tra i 14 ed i 18 anni. E all’una se se ne avevano venti. Oggi dai 14 anni in su si esce di casa alle 23. E si rincasa dopo le tre di notte. «Non chiediamo di stare fuori dalle regole - insiste Regina- ma di poter lavorare».
Analogo il ragionamento proposto da Esmeralda Giampaoli, presidente di Confesercenti Versilia: «La situazione che si è creata ha ricadute occupazionali ed economiche che ci preoccupano. Lo dico senza entrare nel merito dei provvedimenti che hanno portato i sigilli a due locali della Darsena. Una situazione che ci riporta al nocciolo della discussione di questi anni: quali sono gli ambiti nei quali le imprese si possono muovere. Insomma, la definizione del grado di compatibilità delle attività della movida ed i limiti dell’azione imprenditoriale». È possibile immaginare che l’insieme degli Enti competenti si faccia carico di sciogliere tutti i “nodi”, «ripartendo da una sorta di “anno zero”»?
Colpire due aziende, che in totale hanno 38 dipendenti significa - lo sottolinea Giampaoli con forza - «colpire un’intera economia».
Intanto, gli avvocati dei gestori dei due locali sotto sequestro sono alle prese con le istanze di dissequestro. Questa mattina i titolari del Beso presenteranno, tramite il loro avvocato Emilio Soppelsa, l’istanza al pm Aldo Ingangi. La speranza è che dalla Procura arrivi una risposta positiva forse già da venerdì. «EÈ la prima volta - spiega l'avvocato Soppelsa - che a “El Beso” vengono segnalate situazioni non conformi ai regolamenti. Quindi abbiamo fiducia in una soluzione positiva, anche perché tutte le regole sono state rispettate». In pratica, come fa notare l'avvocato, nel locale della Darsena è scattato il sequestro penale alla prima segnalazione di mancato rispetto della normativa: una situazione che ha sorpreso i proprietari che adesso confidano nelle decisioni del magistrato che si occupa del caso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google