Il Tirreno

Versilia

I balneari proclamano lo sciopero della Tares

di Luca Basile
I balneari proclamano lo sciopero della Tares

Il presidente Ronzi: «Illegittimi gli aumenti fino al 140%, faremo ricorso» Oggi manifestazione di protesta di fronte al Comune contro l’imposta rifiuti

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PIETRASANTA. «Non pagheremo la Tares. E ricorreremo in ogni sede per fare valere le nostre ragioni». È muro contro muro fra balneari e Comune sul fronte dell’imposta rifiuti, che ieri vedeva in scadenza la prima delle tre rate previste.

A certificare lo sciopero l’assemblea di categoria andata in scena martedì scorso al bagno Faruk. Assemblea «particolarmente partecipata, visto che da tempo non si rivedevano tanti concessionari riuniti in una sola sede e coesi intorno a una grave problematica per la nostra realtà - spiega il presidente dell’associazione balneari di Marina Massimo Ronzi - La verità è che sono arrivate cartelle con aumenti fino al 140% rispetto al 2012. Rincari insostenibili ed iniqui: per questo motivo, al netto delle parole dei vari amministratori esperti in materia, ci siano rivolti a 2 studi legali per approfondire alcuni aspetti del provvedimento. Successivamente presenteremo un ricorso. La nostra associazione è fermamente convinta che questo rincaro sia illegittimo e non intende subire passivamente un’imposizione che rischia di rendere ancora più grave, dal punto di vista economico, una stagione balneare già condizionata dalla crisi».

Il sindaco Domenico Lombardi, dal canto suo, prende atto «dell’azione della categoria. È una contestazione legittima quella del ricorso, così come noi siamo convinti che, nelle sedi opportune, emergerà senza alcun dubbio, la liceità della nostra procedura e la correttezza dei calcoli. A tempo debito, poi, qualche sassolino dalla scarpa se lo toglierà anche sul sottoscritto», avverte il primo cittadino. Ma cosa rischiamo i concessionari nel non pagare l’imposta? Nel caso della Tarsu, la vecchia tassa sui rifiuti, i versamenti eseguiti in ritardo comportavano un aggravio della spesa del 5%. Non è detto che con la Tares si proceda allo stesso modo. Staremo a vedere. Quello che è certo è che lo sciopero del pagamento dell’imposta da parte della categoria rischia di destabilizzare i già precari equilibri del bilancio comunale, visto che verrebbe meno un gettito di 900mila euro. Tanto denaro per un Comune che, sul fronte dei conti economici, naviga a vista seguendo la rotta indicata dalla Corte dei Conti.

Contro la Tares e i rincari è stato fissato un appuntamento è per le 12 di questa mattina in piazza Matteotti, proprio davanti al municipio. È qui che si ritroveranno diversi cittadini per protestare contro il caro-Tares, l'imposta sui rifiuti che sta accomunando, nel dissenso, categorie economiche e famiglie.

Fra chi contesta le misure applicate dall’amministrazione Lombardi, c'è il bagnino Paolo Lenzoni, che nel breve volgere di pochi giorni ha raccolto «oltre 200 firme sulla spiaggia, nei pressi dello stabilimento balneare Antonio, dove lavoro. Firme che intendiamo consegnare al sindaco, ribadendo che questa tassazione pregiudica non solo chi ha un’attività, ma anche i lavoratori che vedono fortemente a rischio il loro domani occupazionale. Ecco perché questa mattina ci sarà una folta rappresentanza davanti al Comune a ribadire l’insostenibilità, da parte delle aziende e delle famiglie, di pagare quanto ci viene richiesto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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