Il presidio
L’ultimo abbraccio a Fabio: «Sempre nei nostri cuori»
Tantissimi ragazzi ai funerali del diciottenne morto in scooter Don Danilo: aiutatemi a celebrare, da solo non ce la faccio
PIETRASANTA. Alla fine, quando il feretro viene portato fuori dalla chiesa, andando incontro ad un timido riflesso di sole, restano solo i ricordi, lo stupore, le domande, quello che poteva non essere e quello che mai sarà più. Dai la colpa al destino, al fato, ad un qualcosa che non ha definizione, quando un ragazzo di 18 anni muore, il sabato notte, mentre alla guida del suo scooter sta andando incontro agli amici, alla vita, alla gioia di esserci. C'era una chiesa, quella del Santissimo Sacramento nel quartiere dei Macelli, stracolma in ogni sua nicchia, ieri pomeriggio, sotto una cappa opprimente e appiccicosa, ad abbracciare per l'ultima volta Fabio Cristian Andreoni, morto in un incidente stradale. C'erano i genitori, Monica e Natale, piegati dal dolore, dalle inutili parole di conforto, dallo stordimento di un lutto improvviso e immaturo. C'erano gli amici, i compagni di scuola del Don Lazzeri di questo ragazzone solare, allegro, amante del carnevale, con una gran voglia di ridere, scherzare, sempre pronto a sbracciarsi per salutarti per primo.
«Aveva il dna della Fede, Fabio ed una pienezza di vita che neanche un adulto, forse, mai ha avuto in tutta la sua esistenza. Però è così difficile parlare della sua morte, del fatto che non c'è più, di questa assenza tanto pesante per tutti coloro che gli volevano bene. Aiutatemi a celebrare questa cerimonia, perché da solo, non ce la faccio» esorta Don Danilo rivolgendosi ai parenti, agli amici che piangono ed entrano ed escono dalla chiesa, ai compagni escursionisti dell'Uoei, agli altri genitori che sfuggono lo sguardo da quella bara così giovane. «Non voglio pensare Fabio come morto, non voglio. Il Vangelo secondo Luca ci dice che Dio vince la morte e asciuga le lacrime. E allora il valore di una vita - continua Don Danilo nella sua omelia officiata insieme a Don Stefano e Don Luigi - non si misura con il numero gli anni, ma con la pienezza di quello che fai e dai agli altri. E Fabio, nei suoi 18 anni, ha fatto e dato tanto. Vivendo con gioia».
Parole, intrise di commozione, che anestetizzano, solo per qualche istante, il dolore d'assieme, la rabbia e lo stupore celati nei volti dei ragazzi, la consapevolezza che della mutevolezza della vita bisogna, comunque, farsene una ragione. «Amatela questa vita, ragazzi - afferma Don Danilo - ma siate anche prudenti. Tanto prudenti».
Qualcuno pensa già di ricordare l’amico con un'iniziativa, altri issano un lenzuolo bianco con scritto “sarai sempre nei nostri cuori”, incorniciato da decine di firme. E alla fine, quando il corteo inghiottito dal silenzio si allontana, nella scia restano solo lacrime sussurrate. Sì, qualcuno un giorno, quelle lacrime le asciugherà. Ma non oggi.
Luca Basile
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