Il Tirreno

Versilia

Il Parco revoca il nullaosta sulla Marina tutto da rifare

di Donatella Francesconi

Il presidente Manfredi: il Consorzio “Friendly” presenti una nuova richiesta che preveda chiari interventi per mitigare il rumore e ottenere l'eventuale deroga

3 MINUTI DI LETTURA





TORRE DEL LAGO. «L'Ente Parco si vede costretto a revocare il proprio provvedimento di nullaosta, invitando il consorzio "Friendly Versilia", relativamente alla possibilità di svolgere gli eventi per le settimane a venire, ad avanzare una nuova richiesta». Doccia gelata sugli eventi della Marina, a tre giorni dalla conferenze dei servizi (Comune, Asl e Parco) che avrebbe dovuto rimettere insieme i cocci del “pasticciaccio brutto” di viale Europa. Si torna al via, come in gioco dell’oca dove l’oca sono gli imprenditori della marina che rischiano di finire spennati. Perché i conti sono presto fatti, snocciola Regina Satariano, presidente del Consorzio Friendly Versilia: 550 euro di suolo pubblico anticipato per tutte le serate; 2.340 euro ad evento per la polizia municipale, anche questi già saldati; 6mila euro di relazione tecnica per la richiesta di autorizzazione; 800 euro di Siae per ogni serata; 1.200 euro alla Misericordia per due giorni di ambulanze; 130 euro alla Asl per la deroga acustica; 300 euro di Scia per poter vendere da bere di fronte ai locali. Senza contare gli impegni economici per gli spettacoli, con relativo personale.

Fabrizio Manfredi, presidente del Parco, è chiaro nello spiegare il motivo del ritiro del nullaosta: «Qualcuno, nell’ultimo fine settimana, ha fatto eventi a prescindere». Nel fine settimana nel quale non vi era più la deroga acustica che il Comune aveva sospeso e, dunque, non si tenevano gli eventi autorizzati dal Parco. Ma Arpat ha depositato sul tavolo degli Enti competenti e della Procura le proprie misurazioni: «Sono stati svolti eventi con rumore ben oltre la soglia della deroga stessa», sottolinea Manfredi. Deroga che - va detto - non prevista nel nullaosta che il Parco ha rilasciato alle dodici serate. Riportando il parere negativo dei propri uffici, secondo i quali, «la Deliberazione del consiglio direttivo numero 12 del 9 febbraio 2004 di approvazione con Valutazione di incidenza di Piano acustico del Comune per le aree ricadenti nel Parco definisce i limiti di emissioni acustiche. Limiti non compatibili con attività della natura di quelle proposte». Ciò nonostante il nullaosta viene rilasciato, senza prevede la deroga acustica che fissa a 45 decibel il limite consentito. Singolare, visto che si autorizzavano eventi con musica che gli stessi uffici del Parco definivano come non compatibili... Quando la deroga viene accordata dal Comune, il dirigente dell’ufficio ambiente Riccardo Raffaelli - che sa dove risuonerà il rumore autorizzato e ha rapporti quotidiani col Parco - manda il via libera rilasciato solo ad Asl, Comando della polizia municipale e Arpat. Dimenticando l’Ente in “casa” del quale si svolgeranno le dodici serate “derogate”.

Scoppiato il “pasticcio”, con tanto di fascicolo aperto dalla Procura, oggi - ad un passo dal quarto fine settimana già pubblicizzato, ma che non ci sarà - i gestori dei locali dovrebbero avanzare una nuova richiesta, come indica il Parco nel comunicato diffuso ieri. Richiesta che «da un lato preveda chiari interventi di mitigazione per l'eventuale deroga al rumore, e dall'altro impegni più vincolanti sotto altri aspetti, fra i quali quelli relativi alla salvaguardia del contesto dunale».

Quella degli eventi sulla Marina «è una possibilità», ribadisce il presidente Manfredi: «C’è chi è pronto ad impedire che accada, a prescindere, e chi deve essere più serio nel modo di fare le cose. Questo è l’equilibrio da trovare...».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani