Il Tirreno

Versilia

Il senatore “clandestino” resta bloccato in Russia

di Marco Pomella
Il senatore “clandestino” resta bloccato in Russia

Disavventura alla frontiera per il politico versiliese Francesco Sanna Per le autorità di Mosca i documenti suoi e dei figli non erano regolari

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LIDO. Bloccati in aeroporto a Mosca per ore, con l'accusa di essersi infiltrati clandestinamente in territorio russo. Protagonisti della disavventura il senatore Pd Francesco Sanna e tre suoi figli.

In Italia, a Lido, per la moglie Anna Graziani e il resto della famiglia sono state ore di tensione e di assidui tentativi di comunicare con ambasciate e consolati. Poi per fortuna tutto si è risolto, e i tre sono partiti per tornare in Italia.

Una vacanza però che difficilmente dimenticheranno. Tutto è nato per un equivoco. Il senatore Francesco Sanna era in viaggio contre dei suoi figli in Russia.

Per ieri mattina era previsto il rientro, con regolare volo prenotato in partenza. Secondo una legge russa però per partire dall'ex territorio sovietico c'è bisogno di un documento, un semplice lascia-passare rilasciato dall'hotel in cui si è pernottato, che attesta appunto di aver alloggiato effettivamente in una struttura russa. Senza quel documento si è trattati alla stregua dei clandestini. E qui sorge il problema.

Il senatore Sanna infatti si fa fare il documento lunedì sera, 22 luglio, dall'hotel, mentre sul biglietto aereo c'era la data di ieri, 23 luglio.

«Da qui l'equivoco - ci racconta la moglie del senatore Sanna, la consigliera comunale Pd Anna Graziani - e visto che per le autorità russe non era chiaro dove avessero passato l'ultima notte in Russia, sono stati considerati immigrati clandestini. In realtà si sono fatti fare quel documento la sera prima solo perché il giorno dopo il volo era in partenza praticamente all'alba».

I tre quindi sono stati bloccati in aeroporto per ore intere, in attesa che le autorità di frontiera russa stabilissero generalità e motivo del soggiorno.

«Mi sono incollata al telefono con chiunque potesse fare qualcosa. Mio marito è rimasto sempre sereno. Ma i miei figli un po' si sono preoccupati».

Dopo qualche ora di snervante attesa la situazione si è sbloccata. Sanna, senatore della Repubblica, ha informato qua e là i suoi contatti della disavventura che gli stava capitando.

Lo stesso ha fatto la moglie, consigliere comunale per il Pd a Camaiore e figlia del compianto senatore Graziani. E i quattro sono ripartiti, alla volta dell'Italia.

Il dubbio che rimane è questo. Se ad imbattersi in questa disavventura non fosse stato un senatore ma un comune cittadino, l'avrebbe risolta comunque in poche ore (seppur segnate da nervosismo) o invece del lieto fine staremmo raccontando di una famiglia di italiani fermati in Russia?

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