Italia
Assegnati gli Oscar alle eccellenze della nostra cucina
Serata di gala al Principe per la premiazione dei vincitori e per presentare la guida dei 416 locali dove si mangia bene
VIAREGGIO. Quattro eccellenze per appassionati della buona tavola. La Versilia golosa anche quest'anno ha assegnato i propri Oscar a cucina, sala, accoglienza e carriera, eleggendo in un puzzle di indirizzi, l'identikit ideale della ristorazione locale. In loro onore hanno cucinato quattro importanti chef. Il compito dell'investitura all'editore Gianluca Domenici, che per il quarto anno ha dato vita a una guida in cui sono presenti tutti i 416 locali della Versilia dove poter mangiare, da Torre del Lago e Massarosa fino a Forte dei Marmi e Stazzema.
Animata la serata di gala ospitata lunedì nei saloni del Principe di Piemonte, in occasione della quale è stata presentata "Versilia Gourmet" (Penna Blu Edizioni, 13 euro), la guida disponibile in librerie ed edicole. In puro stile da Oscar, Gianluca Domenici insieme ai presentatori Claudio Mollo e Claudio Sottili ha consegnato ai più meritevoli l'ormai classica statuetta in marmo bianco di Carrara con coltello e forchetta che si incrociano a spirale. Così Angelo Torcigliani del Merlo di Camaiore (miglior chef per l'edizione 2012), ha idealmente passato il testimone per la sua categoria ad Andrea Mattei della Magnolia del Byron di Forte dei Marmi. Il bravo sommelier viareggino Roberto Franceschini di Romano (migliore in sala nell'edizione 2012), è stato affiancato dal conterraneo Daniele Poleschi di "Da Miro". Il poliedrico Michele Marcucci che l'anno scorso ritirò il premio alla carriera per Enoteca Marcucci di Pietrasanta, lunedì ha ceduto il passo a un locale che ha fatto storia, "Emilio e Bona" di Camaiore. Infine per l'ospitalità, dopo il Bistrot, ancora un locale di Forte dei Marmi: "Lorenzo".
In onore della serata di festa hanno servito il vino i sommelier della Fisar, mentre la cucina era appannaggio di sei chef d'eccezione. Ciascuno di loro si è ritagliato un ruolo. Per cui Giuseppe Mancino (l'ospite di casa) ha pensato ai tanti stuzzichini per l'aperitivo in terrazza (ottima la tartare di salmone ma anche il cocomero con l'ostrica), organizzata per i numerosi curiosi e appassionati convenuti per l'occasione. A Mancino anche il compito di chiudere con un dessert alla nocciola Tonda Gentile delle Langhe, lamponi e crumble al cioccolato. In mezzo gli altri che, fatta eccezione per il versiliese Andrea Mattei, hanno raggiunto la costa da Firenze. Così a Luca Cai della tripperia "Il Magazzino" di Firenze, il merito di sdoganare il panino con il lampredotto in una cena placée, dunque in un contesto formale. E va detto: non ci stava affatto male. A seguire: l'antipasto di Marco Stabile (Ora d'Aria, Firenze) con un'interpretazione interessante delle acciughe marinate in levistico (una via di mezzo, nel gusto, tra il prezzemolo e il sedano) e mortadella di Prato, adagiate su crema di patate dolci e granella di patate viola. Un inno alla semplicità della materia prima. Un altro ingrediente povero, lo sgombro, è stato esaltato dall'altro fiorentino (almeno di adozione, perché lui in realtà è lucano) Vito Mollica del Palagio dell'hotel Four Seasons che si è esibito in un risotto alla puttanesca con pesce azzurro e burrata. Ad Andrea Mattei l'onore di omaggiare un altro pesce sottovalutato, il nasello, candito all'olio extravergine d'oliva e accompagnato da polentine di ceci, rosmarino e salsa al vino rosso.
Una lancia a favore del turismo in Versilia, che passa anche attraverso la ristorazione, l'ha spezzata Alessandro Auger, direttore del Principe di Piemonte e neo assessore al turismo al Comune di Viareggio: «Dobbiamo smettere di ragionare in funzione dei campanili, a favore di una Versilia unica. Se ci riusciremo, forse potremo ottenere qualche risultato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
