Forte celebra il genio ma fa infuriare Stazzema
FORTE DEI MARMI. «Se non fosse stato per Michelangelo - fa notare il primo cittadino di Forte, Umberto Buratti - inviato in missione sulle Apuane da Leone X, al secolo Giovanni de’ Medici figlio di...
FORTE DEI MARMI. «Se non fosse stato per Michelangelo - fa notare il primo cittadino di Forte, Umberto Buratti - inviato in missione sulle Apuane da Leone X, al secolo Giovanni de’ Medici figlio di Lorenzo il Magnifico, oggi la Versilia storica non sarebbe quello che è». Leone X consegna la Versilia ai Medici nel 1513 e a Michelangelo il compito di trovare, sulle Apuane, i marmi per un omaggio alla città di Firenze: l’abbellimento della facciata incompiuta di San Lorenzo. E il grande artista esegue, aprendo le cave e tracciando quella che poi diverrà la via dei Marmi: dalle cave al mare. Dalle Apuane a Forte dei Marmi. Quella Forte dei Marmi che oggi, insieme ai Comuni della Versilia storica, grazie ai preziosi documenti della Fondazione Casa Buonarroti e al lavoro dell’associazione culturale MetaMorfosi, ha dato vita a “Michelangelo a Forte dei Marmi”. La mostra, al Fortino fino al 6 ottobre, racconta “il sogno” dell’abbellimento della facciata di San Lorenzo, progetto affidato a Michelangelo, riscoperto e rilanciato dall’architetto seravezzino Francesco Mattei a inizio Novecento, ma mai ultimato. Ma soprattutto l’esposizione, arricchita da una affascinante riproduzione uno a uno in gesso del David di Michelangelo (allestita non senza fatica viste le dimensioni), è l’emblema della nascita della Versilia storica.
E forse anche per questo la presentazione dell’esposizione è stata l’occasione di un piccolo incidente diplomatico. In uno degli interventi che preventano la mostra, a firme del presidente della Fondazione Casa Buonarroti, Eugenio Giani, si legge di «cave che oggi si trovano fra Seravezza e Pietrasanta». Manca Stazzema e il sindaco, Michele Silicani, non gradisce. Nel bel mezzo della presentazione gira i tacchi e lascia il Fortino.
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